Antonio De Curtis - TOTO'

Nutro per il grande attore napoletano una vera venerazione, i suoi film li rivedo centinaia di volte, ed ogni volta trovo sempre qualcosa per cui ridere diversa dalla volta precedente. Posseggo in videocassetta quasi tutti i suoi film (me ne mancano forse una decina). Quelli che preferisco sono quelli in coppia con il Grande PEPPINO DE FILIPPO sicuramente la sua più grande "spalla". Anche se è improprio definire Peppino una spalla; perché la chiave del loro rapporto, che ne fa una delle più grandi coppie comiche mai esistite, è una assolutà complicità. Non vi è rapporto di dipendenza, neanche quando Totò fa di Peppino una vittima da torturare. Anche allora, Peppino è lì, "senza nulla a pretendere", quasi immobile mentre Totò è velocissimo: ognuno è complementare dell'altro, mai vero antagonista.

       

Assieme ad amici passiamo a volte delle ore a parlare di Totò, delle sue battute, dei film. Certi suoi modi di dire e certe sue battute mi vengono così spontanee, che a volte il mio interlocutore (che per sua sfortuna non conosce a fondo Totò) mi guarda in modo strano.


Nasce a Napoli il 15 febbraio 1898 da una relazione della mamma Anna Clemente con Giuseppe De Curtis figlio del marchese De Curtis, il quale si oppose alle nozze, per cui non essendo stato riconosciuto prende il nome di Antonio Vincenzo Stefano Clemente. Nel 1912 comincia a frequentare i teatri di Napoli in cui si esibivano i più grandi comici del momento e quello che lo colpisce maggiormente è Gustavo De Marco, di cui imita le "macchiette" più celebri. Sembra che, secondo alcune fonti, tra il 1913 e il 1914 abbia debuttato nei teatrini napoletani con lo pseudonimo CLERMENT. Durante la guerra del 15/18 conia la famosa frase "SIAMO UOMINI O CAPORALI" proprio per il rancore verso i caporali che lo assillavano. Finita la guerra inizia a lavorare con l'impresario D'Acierno nella cui compagnia c'erano Eduardo e Peppino De Filippo, Armando Fragna e Cesarino Bixio. Nel 1921 alla morte del marchese De Curtis, la mamma Anna sposa Giuseppe De Curtis. Nel 1922 si trasferisce a Roma dove tra alti e bassi continua il suo lavoro di attore e fin dalle sue prime apparizioni adotta il suo classico costume di scena, a cui resterà per sempre legato: "Una logora bombetta, un tight troppo largo, una camicia lisa col colletto basso, una stringa di scarpe per cravatta, un paio di pantaloni 'a saltafossi, comuni scarpe nere basse e un paio di calze colorate" . Dopo il successo della Sala Umberto I nel 1923, si esibisce nei principali caffè-concerto italiani. Nel 1928 viene legalmente riconosciuto da suo padre. Intanto continua sempre ad avere maggiori successi teatrali, specialmente dialettali tra cui quelli di Eduardo Scarpetta. Nel 1929 ha una relazione con Liliana Castagnola celebre "chanteuse". L'anno dopo Liliana per restare accanto a Totò vorrebbe farsi scritturare al Teatro Nuovo, ma Totò ha già deciso di accettare il contratto offerto dalla soubrette Cabiria e di iniziare la tournée. Nella notte del 3 marzo, Liliana sentendosi abbandonata si suicida. Sarà sepolta per volontà di Totò nella cappella di famiglia. Nel 1931 si innamora di una ragazza fiorentina di 16 anni, Diana Bandini Lucchesini Rogliani, che scappa di casa per andare a vivere con lui. Nel 1932 è il grande momento dell'avanspettacolo, di cui diventa presto uno dei protagonisti. Fino al 1939 darà vita a tutta una serie di proprie formazioni di avanspettacolo che, facendo base a Roma, portano nei maggiori cinema-teatri della penisola svariate riviste riscuotendo un grande successo popolare. Nel 1933 il marchese Francesco Maria Gagliardi Focas lo adotta in cambio di un vitalizio, trasmettendogli i suoi titoli. Nel maggio nasce a Roma sua figlia, a cui, in ricordo della Castagnola, dà il nome di Liliana. Nel 1935 sposa Diana Bandini Rogliani. Nel 1937 debutto cinematografico con "Fermo con le mani" ed intanto si separa dalla moglie. Dopo vari successi sia teatrali che cinematografici nel 1944 per alcune battute esplicitamente riferite ai tedeschi che occupavano Roma, dette durante la rivista "Che si son messi in testa" (modificato dalla censura in Che ti sei messo in testa) venne ordinato il suo arresto che Totò riuscì ad evitare nascondendosi a casa di un amico. Nel 1945 muore suo padre Giuseppe, la sera stessa per rispettare i suoi doveri nei confronti della compagnia, Totò va in scena. Con sentenza del 18 luglio 1945, il tribunale di Napoli gli riconosce il diritto di fregiarsi dei nomi e dei titoli di Antonio Griffo Focas Flavio Angelo, Ducas Comnemo Porfirogenito Gagliardio De Curtis di Bisanzio, Altezza Imperiale, Conte Palatino, Cavaliere del Sacro Romano Impero, esarca di Ravenna, duca di Macedonia e di Illiria, principe di Costantinopoli, di Cilicia, di Tessaglia, di Ponto, di Moldavia, di Dardania, del Peloponneso, conte di Cipro e di Epiro, conte e duca di Drivasto e di Durazzo. Il film "I due orfanelli" segna nel 1947 il suo nuovo e più felice incontro con il cinema e prefigura la clamorosa fortuna degli anni successivi. Nel 1948 muore sua madre e il 10 luglio riceve la "Maschera d'argento" per la sua attività artistica. Nel 1949 sempre più assorbito dal cinema, ottiene con "Bada che ti mangio" il suo ultimo significativo successo nel teatro di rivista, a cui ritornerà nel 1956 con "A prescindere". Nel 1950 presenta alla radio "TuttoTotò", la cui idea sarà ripresa nell'omonimo ciclo televisivo. Conosce Silvana Pampanini, con cui ha un flirt molto reclamizzato. Nel 1951 con "Guardie e Ladri" accanto ad un grande Fabrizi, vince il Nastro d'argento. Scrive numerosi canzoni di cui la più celebre è "Malafemmena" Nel 1952 si innamora di Franca Faldini, non si sposeranno mai, a causa della differenza di età, ma vivranno insieme fino alla morte di Totò. Sempre nel 1952 una sua canzone "Con te" partecipa al IV Festival di San Remo cantata da Katina Ranieri e Achille Togliani. Il 12 ottobre 1954 Franca Faldini da alla luce un bambino, Massenzio, che purtroppo muore dopo poche ore. Il 3 maggio 1956 mentre è in scena a Palermo, ha un forte abbassamento della vista, fino a che il giorno 6 è costretto a sospendere lo spettacolo. Gli viene diagnosticata una coriotenite emorragica all'occhio destro, il solo col quale vedeva, perchè all'altro aveva avuto un distacco di retina operato con esito negativo. Nel 1958 semicieco torna sul set, interpretando numerosi film. Anche negli anni sessanta interpreta numerosi film con un ritmo di 5-6 all'anno, ma sono film di "routine" tranne alcuni come "Risate di gioia" con Anna Magnani. Solo nel 1965 Alberto Lattuada con "La Mandragola" e nel 1966 Pier Paolo Pasolini con "Uccellacci e uccellini" gli offrirono l'occasione per quelle interpretazioni di qualità a cui veniva aspirando negli ultimi anni di vita. Intanto si dedica a numerose opere umanitarie, aiutando ospizi, brefotrofi, associazioni di recupero di ex-carcerati. Per raccogliere cani randagi e sfortunati fa costruire l'"Ospizio dei poverelli" un moderno ed attrezzatissimo canile. Nel 1964 pubblica 'A livella, una raccolta di poesie scritte nell'ultimo decennio. Nel 1966, come già detto, l'importante incontro con Pasolini che oltre ad Uccellacci ed uccellini, lo vorrà come interprete di due cortometraggi "La terra vista dalla luna" e "Che cosa sono le nuvole". All'inizio del 1967 interpreta in TV il programma "TuttoTotò". Il 3 aprile è sul set di "Padre di famiglia" di Nanni Loy, di cui riesce ad interpretare solo la prima scena, poi sarà sostituito da Ugo Tognazzi.

Muore il 15 aprile, dopo un susseguirsi di crisi cardiache, alle tre e mezzo del mattino, nella sua casa di Roma. Pochi giorni prima in una intervista dichiarò "Chiudo in fallimento, nessuno mi ricorderà". Alle 11,20 del 17 aprile viene trasportato nella Chiesa di Sant'Eugenio, sulla bara la bombetta con cui aveva esordito e un garofano rosso. Non essendo sposato con la Faldini la cerimonia si limita ad una benedizione. Alle 16,30 la salma giunge a Napoli accolta, dall'uscita dell'autostrada alla Basilica del Carmine Maggiore, da una marea di folla. Viene sepolto nella cappella De Curtis al Pianto, il cimitero sulle alture di Napoli.

Visitate i siti: www.antoniodecurtis.com - www.votantonio.sm -www.toto.freeweb.supereva.it .

e dal 15 febbraio 2001 (anniversario della nascita) è in rete il sito voluto dalla figlia Liliana

www.totodoc.it