“...una specie di istantanea che ritrae due uomini e una donna presi di spalle, nel momento in cui stanno per allontanarsi. Quello a sinistra si gira a guardare indietro, tanto da far pensare che lui vorrebbe fermarsi ancora un po’, anche se evidentemente deve seguire la coppia. È l’unico, del terzetto, a essere vestito da nobiluomo. Gli altri due sono borghesi...”

La Passeggiata di Giandomenico Tiepolo (1791) è uno degli affreschi strappati all'inizio del secolo scorso dalle pareti della villa dei Tiepolo a Mirano.

“Nella disposizione concepita dal pittore quel tipo guardava la scena raffigurata in un altro affresco, Il mondo novo, che allora si trovava sulla parete prospiciente della stessa sala. Cioè, una folla di popolani e aristocratici che assistono alle dimostrazioni pseudo-scientifiche di un ciarlatano. Eccole, sembra dire Giandomenico, le meschine novità di questo nuovo mondo falsamente ugualitario [...] Non aveva alcun ossequio, lui, per il mondo aristocratico. Ma neppure condivideva certe illusioni del suo tempo. Comunque, adesso quel dipinto è esposto a Venezia, e l’impressione che se ne ricava non è proprio la stessa. Manca il genius loci”.

 

 


L'uva aspra del Toni


L'uva Aspra del Toni è un romanzo e, in quanto tale, è l'esito di un'elaborazione fantastica; tuttavia rappresenta luoghi della realtà e rievoca vicende realmente accadute.

I luoghi del racconto

Sotto la grande insegna dell'albergo Alla Stella d'Oro, la piazza di Mirano agli albori del secolo scorso (ca. 1900).

“...le piazze dei piccoli centri non sono solo luoghi di passaggio per andare da un posto all’altro. Sono microcosmi, e dei fatti che scatenano le emozioni della gente conservano la traccia per un’infinità di tempo. Anche quando i ricordi si annacquano o si perdono del tutto, restano certe associazioni; magari nessuno sa più con precisione come e quando siano nate, però continuano ad ammorbare l’aria, influenzando i pensieri di quelli del posto, per cent’anni..”

 

Il Palazzetto dello Stella d'Oro negli anni Trenta.

“Il palazzetto dello Stella d’Oro è stato tirato giù in una notte d’inverno di tanti anni fa, quando le diligenze di cui parla lo scritto erano già state dimenticate da una parte a marcire e poi portate via come cose morte da chissà quanto tempo. Insomma, di tutta la vita che è passata nelle sue stanze s’è perso ogni ricordo...”

“Toni aveva preso a starsene tutto solo nella sua taverna, sotto un ritratto del General Barbon, l’oste ribelle della Val Passiria, e se si provava ad andare a dirgli qualche cosa si comportava come un cinico, intrattabile tiranno.”

La Taverna che fu del Toni. .

 


Primi del Novecento: lavoranti in pausa davanti a “Villa Tiepolo” a Zianigo (Mirano). “Confusamente lo intuivo, che la chiave di tutto doveva essere nelle opere strappate cent’anni fa dalla villa dei Tiepolo. Ma come si collegavano i dipinti a tutto il resto? [...] E poi c’erano anche altri misteri, intorno alla villa. Cosa conteneva, per esempio, l’ala poi divorata da un incendio?”

La villa appartenuta ai Tiepolo, al giorno d'oggi.