Biografia di PATRIZIO PECI

PATRIZIO PECI è nato a Ripatransone nel 1953. Giunse a San Benedetto nel 1962 all'età di 9 anni. Dopo aver svolto appena adolescente attività come barista presso il Circolo Nautico, incominciò a frequentare la Rotonda del Lungomare dopo l'attentato di Piazza Fontana. La Rotonda era un luogo di aggregazione politica di molti giovani che avevano aderito alle agitazioni studentesche del 1968, ma anche di capelloni e drogati. Già infarinato di nozioni marxiste e maoiste entrò a far parte di "Lotta Continua". Più militarista che politico se ne allontanò presto dando vita al PAIL (Proletari Armati per la Lotta). Poco dopo, consigliato dal tolentinante Carlo Guazzaroni, si trasferì, assieme a Rosanna Rappoli, sua compagna, a Torino ove i capi storici del terrorismo (Curcio, Moretti, Toni Negri ecc.) avevano la loro base operativa. 

Il 3 agosto, dopo il sequestro del fratello di Patrizio Peci avvenuto l'11 giugno, il suo corpo viene ritrovato in una casa diroccata alla periferia di Roma nei pressi delle Capannelle. Inequivocabile la motivazione del delitto in una foto polaroid dove appare l'esecuzione del giovane e un cartello con la scritta "Fucilazione del traditore Roberto Peci"...""L'unico rapporto della rivoluzione con i traditori è l'annientamento".
Arrestato il 19 febbraio 1980 dagli uomini del Generale Della Chiesa e portato a Pescara divenne il primo "pentito" d'Italia e contribuì a far debellare l'organizzazione eversiva della quale aveva fatto parte.
La sua cattura era stata considerata la sesta "grossa operazione" contro esponenti delle BR dopo il rapimento di Moro. 
La prima risaliva al 18 maggio 1978, quando fu scoperta la tipografia delle Br in via Pio Fo a Roma, fu arrestato il titolare Enrico Triaca e da lui si risalì ai presunti componenti della "colonna romana": Teodoro Spadaccini, Giovanni Lugnini, Gabriella Mariani e Antonio Marini, tutti arrestati, mentre Barbara Balzerani e Mario Moretti risultavano latitanti.
Il 13 settembre dello stesso anno fu arrestato a Milano Corrado Alunni. Sempre a Milano il 1° ottobre, furono scoperte diverse basi terroristiche e arrestate dieci persone, fra cui Lauro Azzolini e Franco Bonisoli. A Roma il 29 maggio gli agenti catturarono Adriana Faranda e Valerio Morucci. Sempre a Roma il 24 settembre, dopo uno scontro a fuoco. gli agenti ferirono e catturarono Prospero Gallinari.

Dopo l'arresto di Peci i latitanti segnalati erano ancora 7 quelli connessi al rapimento Moro.
Ma dopo l'arresto di Peci un comunicato del 22 maggio di quest'anno dell'Ansa (dispaccio delle ore 15,35) segnalava "Sono oltre 200, dall'inizio dell'anno, le persone arrestate dalla polizia e dai carabinieri perché  accusate di atti di terrorismo. I colpi più pesanti sono stati subiti dalle Brigate Rosse con una ottantina di arresti e da Prima Linea con una cinquantina".

Indubbiamente questo alto numero di arresti fu attribuito dai terroristi alle rivelazione fatte dal "pentito" Patrizio Peci. E colpirono il fratello o per vendetta o credendolo lui stesso un informatore.

(che per la cronaca, il 26 gennaio del 1983, "Con dieci ergastoli e sette assoluzioni  si è concluso il processo alla colonna genovese delle BR. 

Il "pentito"  Patrizio Peci è tornato in libertà e vive in località sconosciuta, forse all'estero.  

Discreto è stato il successo del libro "Patrizio Peci, io l'infame", edito a cura di Giordano Bruno Guerri.