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DiscografiaShow No Mercy
(1983) Esordio terremotante, un impasto di ritmi serratissimi e brutalità senza guinzaglio. Leggendario il drumming di Lombardo, che marchia a fuoco un disco non perfetto, ma che già lascia intendere l’esplosione di follia metallica delle uscite successive.
Live Undead (1985) Registrato dal vivo (anche se qualcuno avanza dubbi che sia effettivamente un live in studio), presenta i migliori pezzi del primo periodo del gruppo in versione grezza e immediata.
Hell Awaits (1985) Composto da pezzi mediamente lunghi, questo disco mette in mostra l’ottimo livello di songwriting raggiunto dalla band californiana: ‘At Dawn They Sleep’ e la title-track sono tutt’ora fra i pezzi favoriti dai fan in tutto il mondo.
Reign In Blood
(1986) Forse il miglior disco thrash/speed metal di sempre! ‘Reign In Blood’ è un vero bignami del genere: porta in sé tutti gli elementi classici e li spinge all’estremo, dando vita ad un suono scuro, malato, che mette paura. E’ interamente scritto dalla coppia di chitarristi Hanneman / King, che con la doppietta composta da ‘Angel Of Death’ e ‘Raining Blood’ mettono in chiaro il loro primato di musicisti thrash.
South Of Heaven
(1988) Disco inizialmente controverso, meno veloce e più "controllato" rispetto alla schizophrenia metallica di ‘Reign In Blood’. Fra i picchi in scaletta senza dubbio da annoverare sono ‘Mandatory suicide’ e la cover dei Judas Priest ‘Dissident Aggressor’.
Seasons In The Abyss (1990) Siamo nel 1990, il mondo della musica sta per cambiare con l’esplosione del grunge, ma gli Slayer non danno segni di cedimento, e anzi registrano e pubblicano un disco pieno di futuri classici, quali ‘War Ensemble’ o ‘Dead Skin Mask’. Il disco vende più di 1.000.000 di copie ed è certificato Platino.
Decade Of Aggression
(1991) Antologia dal vivo per il gruppo, che sul palco si è sempre dimostrato feroce ed efficace! Gli anni passati in tour in ogni parte del mondo hanno resto gli Slayer una vera macchina da guerra, e questo doppio live riunisce tutti i pezzi migliori dell’ormai abbondante discografia Slayeriana.
Divine Intervention
(1994) Sono passati ormai più di 4 anni da ‘Seasons In The Abyss’, e il gruppo ritorna con un disco controverso, e accolto da critica e pubblico senza mezze misure: c’è chi lo odia e chi lo ama. Chi lo vede come pericoloso segnale di immobilismo artistico e chi lo ritiene un ritorno alle radici del suono-Slayer. ‘Sex. Murder. Art.’ e ‘Serenity In Muder’ sono pezzi oggettivamente efficaci e furiosi.
Undisputed Attitude
(1996) Cover punk-hardcore (e 3 inediti) per un’altra uscita contestata dai puristi. Eppure non mancano né velocità, né cattiveria né alcun altro elemento classico per il gruppo. Riuscitissime la cover di ‘Guilty Of Being White’ (Minor Threat, col testo poi cambiato da Araya) e ‘Violent Pacification’ (D.R.I.). L’inedito ‘Gemini’ è scuro e incalzante, molto in linea col futuro materiale del gruppo.
Diabolus In Musica
(1998) Rinnovamento e fedeltà sono –paradossalmente- le parole d’ordine. Gli Slayer non abbandonano gli elementi portanti del proprio suono, ma li adattano ad una produzione moderna, accattivante anche per i più giovani ma non trendista. I primi tre pezzi valgono da soli il prezzo del disco.
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