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(Testo Recuperato in parte dal sito www.ragusaonline.com) Donnalucata sorge, sulla costa, a 8 chilometri da Scicli. Borgo antico,
il cui nome potrebbe derivare da L'importanza storica della città è dovuta soprattutto alla facilità dei suoi approdi, fu, infatti il porto naturale della più grande Scicli, tanto che nel periodo arabo fu chiamata Marsa Sikla, cioè porto di Scicli. Poco più a monte dell'abitato, in località Milici, sorge la chiesa della Madonna delle Milizie, preceduta da un grande arco che immette in un cortile dove si apre il portale di ingresso. La chiesa ha subito nei secoli un gran numero di di rifacimenti che ne hanno fatto perdere lo stile originario; attualmente si vedono ancora i resti di una torre normanna e di un convento. Altro monumento importante di Donnalucata è il Duomo. La borgata possiede ampie spiagge dalla sabbia morbida: l'ideale per una piacevole vacanza estiva. La pesca e il turismo costituiscono oggigiorno le attività principali della cittadina insieme alla coltura in serre che hanno ormai invaso ampie zone del litorale.
La Gastronomia [tratto da ragusaonline.com] Sorta di luogo d'incontro tra Oriente (ellenico e arabo) e Occidente (italico, normanno e svevo), la Sicilia anche a livello gastronomico è il risultato di secoli di interscambi tra civiltà diverse. Ricca di molteplici sapori, dal piccante al salato al dolce, la cucina
ragusana è al tempo stesso genuina e gustosa. Un altro prodotto tipico è la carne di maiale che si può trovare
in commercio sotto forma di costata ripiena, salsiccia o gelatina. Quest'ultima,
prodotta in particolare a Chiaramonte Gulfi, è composta da cotenne,
piedini e testa di maiale ben lessati e coperti del loro brodo, aromatizzato
con foglie di alloro, pepe nero, aceto e succo di limone. Solidificandosi
in gelatina il brodo butta in superficie l'alloro, il pepe e il grasso,
che cosi possono essere facilmente levati. Sempre a Ragusa possiamo
assaggiare il "coniglio a partuisa", i ceci cotti con carne
di maiale e il "macco", un passato Sull'altopiano é possibile gustare il caciocavallo, tipico formaggio di latte vaccino, modellato in forme di parallelepipedo, il cui nome deriva dalla particolare posizione in cui tempo fa veniva posto per la stagionatura. A Modica c'è piú di un'occasione per trovare e assaggiare diversi dolci tipici. Una di queste specialità sono gli "affucaparrinu", letteralmente strangolaprete. Sono biscotti duri e si conservano bene nella dispensa di casa; sono preparati con farina, uova, strutto e poco zucchero, secondo la tecnica dei taralli: lavorati a lungo, gettati nell'acqua bollente, estratti quando tornano a galla, lasciati asciugare e infornati. Un'altra specialità modicana sono i "nucatoli", biscotti di pasta tenera racchiudenti un composto di fichi secchi, frutta candita, miele, mandorle, noci, cannella e conserva di cedro; la parola "nucatola" deriva dall'arabo naqal = frutta secca. Gustosi sono i dolci con le mandorle, come il torrone, gli amaretti
e i caratteristici 'mpanatiggi, che oltre alle mandorle contengono
cioccolata, filetto di vitello e spezie varie. Sono diffusi i gelati
e i pasticcini in genere, nei quali gli abili pasticceri iblei, in particolare
modicani, profondono fantasia e secoli di tradizione. Anche la "pignolata" è molto diffusa in tutta la provincia: sono pallottoline di pasta all'uovo lievitata, grosse come nocciole, infornate e passate in una glassa di zucchero bianco o al cioccolato. Solidificandosi la glassa, esse restano a forma di pigna, da cui il nome. Gli amanti del buon vino possono gustare i tipici:
Nella zona costiera si può facilmente apprezzare il pesce fresco proveniente dai porticcioli di Donnalucata, Scoglitti e Pozzallo, mentre chilometri di coltivazioni in serra assicurano la possibilità di avere primizie di ortaggi per tutto l'anno. |
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