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Edizioni Frenis Zero

CONGRESSI 

I semestre 2010

  Questo servizio di informazione sugli eventi ECM deve necessariamente fare i conti con l'ingente mole di eventi accreditati e, soprattutto, in fase di accreditamento per il 2010. Pertanto, abbiamo operato una selezione, forzatamente 'arbitraria', di congressi che ci sono sembrati maggiormente attinente alla formazione psicoterapica ad orientamento psicoanalitico. Mano a mano che un evento sarà accreditato, verrà aggiornata la sua scheda completa del punteggio assegnatogli. Per gli eventi formativi che non compaiono nel sito ECM-sanità (http://ecm.sanita.it) verrà indicata la fonte informativa  (a fondo pagina).                                                                                           

 

 

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Eventi ECM  PRIMO SEMESTRE 2010 in attesa di accreditamento:  
 

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"Corso clinico-pratico di formazione in psicopatologia e psicoterapia" - Edizione 2010.

Responsabile Scientifico del corso: dott. Galliano G. Claudio AULETTA (psicoanalista membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana)

Provider E.C.M.: A.S.P.P.I. (Associazione per lo Sviluppo della Psicoterapia Psicodinamica nelle Istituzioni) E-mail: info@istitutopsicoterapia.org

Segreteria Organizzativa: Frenis Zero - e-mail assepsi@virgilio.it cell. 3386129995

Sede del corso: Sede della rivista Frenis Zero - via Lombardia, 18 - 73100 Lecce

Date: 9 gennaio  - 11 dicembre 2010

Durata effettiva del corso (in ore): 66

Per l' evento è stata fatta domanda (riferimento n. 9040290) di accreditamento alla Commissione Nazionale per la Formazione Continua  E.C.M. (la edizione precedente è stata accreditata per per n. 48 crediti      per Medici e Psicologi)

Obiettivi

Il Corso si propone di far acquisire conoscenze clinico-teoriche e aggiornamenti tecnici nell’ambito della psicopatologia e della psicoterapia con specifica attenzione agli ambiti istituzionali, nei quali viene lamentata grave carenza di supervisione dei casi clinici trattati e di confronto intra- e interdisciplinare.

L’evento proposto è in linea con il seguente obiettivo formativo di interesse nazionale di cui all’articolo 16 ter comma 2 del D.L. 229/99:

-          aggiornamento professionale nell'esercizio dell'attività psicologica e psicoterapeutica

e prevede

-          l’esecuzione diretta di tutti i partecipanti di attività pratiche o tecniche.

 

Docente: Dr. Claudio G. Galliano Auletta

Attività svolta durante le ore di corso:

 

·        supervisione di casi clinici: a turno ciascun partecipante presenta un proprio caso clinico basato su un intervento psicodiagnostico o psicoterapeutico; tale intervento viene sottoposto a supervisione del docente/esperto, con lo scopo principale di determinare un feedback in grado di favorire l’eventuale correzione, modulazione etc. dell’intervento del terapeuta.

 

Nell’ultima giornata, dalle 17.00 alle 20.00 viene effettuata la verifica dell’apprendimento mediante prova scritta

 

Per informazioni: email assepsi@virgilio.it cell. 3386129995

 

 

Torino, 19.02-30.04.2010 SUPERVISIONI CLINICHE; Sede:  STUDIO DI PSICOTERAPIA; Info:  fornero@libero.it  MARTA.GIANARIA@GMAIL.COM ; Fees= euro 350,00.

 

Milano, 13.01-9.06.2010 "LA PSICOTERAPIA BREVE DI INDIVIDUAZIONE CON I GENITORI" (P.R. GOISIS, F. MANCUSO – C2010); Sede:  CENTRO MILANESE DI PSICOANALISI CESARE MUSATTI; Info:  biblio.cmp@faswebnet.it ; Fees= euro 230,00.

La psicoterapia breve di individuazione con i genitori

(P.R. Goisis, F. Mancuso – C2010)

                                               

PROGRAMMA

 

Giornata 1:  13 gennaio 2010

 

Titolo: Il Modello Senise: fondamenti teorico-clinici, rivisitazione critica, introduzione al lavoro con i genitori

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente:  Goisis, Mancuso

 

Ore: 23.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Goisis, Mancuso

 

***


Giornata 2: 
24 febbraio 2010


Titolo
: Il lavoro con i genitori degli adolescenti

 

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente:
Goisis, Mancuso

 

Ore: 22.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Goisis, Mancuso

 

***

 

Giornata 3:  10 marzo 2010

 

Titolo: Il lavoro con i genitori dei bambini

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente: Goisis, Mancuso

Ore: 22.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Goisis, Mancuso

 

***

 

Giornata 4:  14 aprile 2010

 

Titolo: Il lavoro con i genitori degli adolescenti

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente: Goisis, Mancuso

 

Ore: 22.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Goisis, Mancuso

 

 

***

 

Giornata 5:  12 maggio 2010

 

Titolo: Il lavoro con i genitori dei bambini

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente: Goisis, Mancuso

 

Ore: 22.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Goisis, Mancuso

 

***

 

Giornata 6:  9 giugno 2010

 

Titolo: Confronto di esperienze

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente: Goisis, Mancuso

 

Ore: 22.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Goisis, Mancuso

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00.

***

 

 

 

ABSTRACT DEL CICLO DI CONFERENZE:

Come si può capire dal titolo il progetto teorico-clinico che proponiamo si ispira al pensiero e al lavoro di Tommaso Senise, a partire dal suo modello di intervento con gli adolescenti, esposto per la prima volta con completezza nel 1981.

Una delle principali innovazioni della tecnica di Senise consisteva nel coinvolgimento delle figure genitoriali all’interno del percorso terapeutico del figlio, non solo come osservatore o informatore, ma come parte attiva del processo stesso.

Da allora questa “presenza” ha assunto forme, aspetti e significati sempre più variegati e complessi, declinandosi nelle varie e molteplici possibilità a disposizione.

Nel corso delle conferenze verranno quindi tracciate le linee guida della modalità di pensare e lavorare di Senise, rielaborate successivamente con personali approfondimenti e rivisitazioni critiche.

Il progetto intende riconsiderare le tematiche legate alla dimensione tecnica (Psicoterapia Psicoanalitica), alla dimensione temporale (Breve) e soprattutto all'utilizzo di strumenti psicoanalitici come il transfert e la loro incidenza nel processo terapeutico verso l'individuazione.

Dopo queste rivisitazioni generali, focalizzeremo la nostra attenzione sull'applicazione della modalità di lavoro proposta da Senise, sia con i genitori di bambini sia di adolescenti.

I relatori porteranno le loro considerazioni teoriche e le loro esperienze cliniche, ma saranno disponibili, nei limiti del lavoro nel grande gruppo, ad affrontare e confrontarsi con quelle dei partecipanti.

L’incontro iniziale potrebbe essere prevalentemente teorico, storico e critico mentre i seminari singoli saranno prevalentemente clinici con casi dei proponenti e, se si riesce a coinvolgere i partecipanti, saranno sicuramente benaccolte situazioni tratte dalla loro esperienza.

 

Milano, 13.01-9.06.2010 "IDENTIFICAZIONI PRIMITIVE E STRUTTURA NARCISISTICA DEL CARATTERE" (A. OLIVA DE CESAREI - S2010); Sede:CENTRO MILANESE DI PSICOANALISI CESARE MUSATTI; Info:    biblio.cmp@faswebnet.it ; Fees= euro 290,00.

Identificazioni primitive e struttura narcisistica del carattere

 (A. Oliva de Cesarei - S2010)

                                               

PROGRAMMA

 

Giornata 1:  13 gennaio 2010

 

Titolo: Identificazioni primitive e struttura narcisistica del carattere

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente:  Oliva de Cesarei

 

Ore: 23.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Oliva de Cesarei

 

***


Giornata 2: 
10 febbraio 2010


Titolo
: Identificazioni primitive e struttura narcisistica del carattere

 

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente:
Oliva de Cesarei

 

Ore: 22.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Oliva de Cesarei

 

***

 

Giornata 3:  10 marzo 2010

 

Titolo: Identificazioni primitive e struttura narcisistica del carattere

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente: Oliva de Cesarei

 

Ore: 22.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Oliva de Cesarei

 

***

 

 

Giornata 4:  14 aprile 2010

 

Titolo: Identificazioni primitive e struttura narcisistica del carattere

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente: Oliva de Cesarei

 

Ore: 22.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Oliva de Cesarei

 

 

***

 

Giornata 5:  12 maggio 2010

 

Titolo: Identificazioni primitive e struttura narcisistica del carattere

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente: Oliva de Cesarei

 

Ore: 22.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Oliva de Cesarei

 

***

 

Giornata 6:  9 giugno 2010

 

Titolo: Identificazioni primitive e struttura narcisistica del carattere

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente: Oliva de Cesarei

 

Ore: 22.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Oliva de Cesarei

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00.

***

 

 

 

ABSTRACT DEL CICLO DI SEMINARI:

Le patologie identitarie, così diffuse nel malessere che provano molti pazienti che si rivolgono a noi, ci interrogano sul ruolo e sul peso esercitato dalle identificazioni nella strutturazione della identità. Lo zoccolo duro in cui si incaglia l’analisi di molte patologie che coinvolgono l’area narcisistica, è in stretta relazione con la presenza di identificazioni primitive patologiche divenute mattoni cementanti e cementati nella struttura del carattere.

Intendo sviluppare una introduzione teorica sulle identificazioni, primarie
e secondarie, come base strutturante della identità; l’attenzione al rapporto tra identificazioni e bisessualità psichica verrà focalizzata sul “rifiuto della femminilità”(Freud) e problemi connessi, alla luce anche degli apporti successivi a Freud.

Verrà indagato il passaggio me - non-me, nei termini della introduzione del nuovo, come
alterità che conserva i legami col familiare, o del nuovo che irrompe come trauma e li spezza, correlandoli con una buona (o meno) funzione di schermo protettivo da parte dell’oggetto (e rispettivi rapporti con la pensabilità).

Su questi punti così centrali nella clinica, e spesso alla base di impasse, interruzioni, agiti… presenterò due gruppi di pazienti, il primo con identificazioni primitive bidimensionali e il secondo con relazioni oggettuali patologiche interiorizzate; verrà dedicato ampio spazio all’approfondimento dei problemi di tecnica, con vari esempi clinici.

 

 

Firenze, 14.01-17.06.2010 SEMINARI SPI; Sede:  CENTRO PSICOANALITICO FIORENTINO; Info:  info@quidcom.com ; Fees= n.d.

PROGRAMMA SCIENTIFICO CPF:

 

CENTRO PSICOANALITICO FIORENTINO

VIA PUCCINOTTI 99 - FIRENZE

14 Gennaio – 17 Giugno 2010

Gennaio

 

Giovedì 14             h.21:30 -23:00                       Franco Mori:  Uno psicoanalista al lavoro racconta

                               23: 23:30                Discussione

                                                                              Firenze,  sede CPF,

 

Giovedì 21             h.21:30 -23:00                       Marina Breccia  Incontri  con la metapsicologia                                                                       23: 00- 23:30                      Discussione

                                                                              Firenze,  sede CPF,

 

Giovedì 28             h.21:30 -23:00                       Alberto Angelini Psicoanalisi e situazione cinematografica

                               23:00 – 23:30                         Discussione

Firenze,  sede CPF,

 

Sabato 30              h. 9:30-11:30                         Convegno  Giovanni Hautmann e il pensiero gruppale

                                                                              Relatori: Giovanni Hautmann, Anna Ferruta, Slomon Resnik,

                                                                              Francesco Conrotto

                                                                              Pisa

 

                               11:30-12:00                            coffee break

                               12:00 – 13:30                         Discussione

 

 

Febbraio

 

Sabato                    9:30-11:30                             Amalia Giuffrida Figure del femminile oggi

                               11:30-12:00                            coffee break

                               12:00 – 13:30                         Discussione

                                                                              Firenze La Colombaria

 

Giovedì 11             h.21:30 -23:00                       Guido Gori: Gli anziani e la morte: vissuti e fantasie.

                               23:00 – 23:30                         Discussione

                                                                              Firenze,  sede CPF,

 

Venerdì 19             h. 21:30 -23:00                      Sarantis Thanopulos: L’interpretazione psicoanalitica e l’estensione                                                 del suo significato             

Firenze,  sede CPF,

23:00 – 23:30                         Discussione

 

              

Sabato 20              h. 9:30-11:30                         Sarantis Thanopulos Uso dell’analista, reverie e interpretazione

Firenze La Colombaria

11:30-12:00                           coffee break

12:00-13:30                           Discussione

 

 

Marzo

 

Giovedì 5               h.21:30 -23:00                      Gherardo Amadei Tra mindfulness e psicoanalisi

                                                                              Firenze,  sede CPF,

                               23:00 – 23:30                         Discussione

 

Venerdì 12             h.21:30 -23:00                      Merciai  Silvio      La psicoanalisi nelle terre di confine. Verso una                                                                     nuova dimensione del  concetto di inconscio.

                                                                              Firenze,  sede CPF,

                               23:00 – 23:30                         Discussione

 

 

 

 

Sabato 13              9:30-11:30                              Merciai  Silvio  Come le neuroscienze modificano il concetto di                                                                          incoscio oggi

                                                                              La Colombaria

                               11:30-12:00                            coffee break

                               12:00-13:30                            Discussione

 

Aprile

 

Giovedì 8               h.21:30 -23:00                       Patrizia Masoni    Il caso di Marta: il corpo nella stanza d’analisi

                                                                              Firenze,  sede CPF,

                               23:00 – 23:30                         Discussione

 

Martedì 20            h.21:30 -23:00                       James Grotstein   Bion era veramente Bioniano?     

                               23:00 – 23:30                         Discussione                                                       

Firenze La Colombaria,

 

Giovedì 29             h.21:30 -23:00                       Giovanni Hautmann            Tra l’attenzione fluttuante e la fissità                                                                                          disattentiva

                               23:00 – 23:30                         Discussione

                                                                              Firenze,  sede CPF,

 

Maggio

 

Govedì 20              h.21:30 -23:00                       Mario Giampà       Il tatuaggio: implicazioni psicoanalitiche.

                               23:00 – 23:30                         Discussione
                                                                             
Firenze,  sede CPF,

 

Giugno

 

Giovedì 10             h.21:30 -23:00                       Cristiano Rocchi Beyond the couch

                               23:00 – 23:30                         Discussione

                                                                              Firenze,  sede CPF,

 

Giovedì 17             h.21:30 -23:00                       Donatella Guidi    Un’esperienza di psicoterapia psicodinamica di                                                                                    gruppo in un servizio pubblico

                               23:00 – 23:30                         Discussione

                                                                              Firenze,  sede CPF,

 

 

 

INFORMAZIONI GENERALI

Sede del Corso di Aggiornamento:

Centro Psicoanalitico Fiorentino – Via Puccinotti 99 - Firenze

 

Iscrizione al Corso di Aggiornamento

L’iscrizione al corso è gratuita.

E’ necessario inviare alla Segreteria Organizzativa l’allegata “Scheda di Iscrizione” debitamente compilata entro e non oltre il 30 dicembre 2009.

 

Segreteria Organizzativa

QUID Communications srl

Via XX Settembre 78 -50129 Firenze tel.: 0554633701 fax: 0554633698 info@quidcom.com

Educazione continua in medicina - ECM

Sono stati richiesti al Ministero della Salute i crediti formativi per  un numero massimo di 70  medici individuati fra medici psichiatria e psicologi.Per acquisire i crediti assegnati, i partecipanti dovranno compilare il questionario di verifica dell'apprendimento e la scheda di valutazione dell'evento. Sono obbligatorie le firme di entrata ed uscita, ed il 100% di presenza al corso.

CURRICULUM DOCENTI e ABSTRACT RELAZIONI

 

 

FRANCO MORI  14/1

 

Abstract: Uno psicoanalista al lavoro racconta

Vengono raccontate le varie tappe di studio, di formazione e di esperienza che hanno portato Franco Mori ad appartenere al mondo della psicoanalisi nella Società Psicoanalitica Italiana, Società membro della International Psychoanalytical Association fondata da Sigmund Freud.

Vengono desritti sia i luoghi, le attività, le situazioni di uno psicoanalista partecipante ai vari momenti della vita societaria, alla costituzione , insieme ad alcuni colleghi, del Centro  Psicoanalitico di Firenze ed alla sua evoluzione nel corso degli anni, con le funzioni ed i compiti via via svolti.

Viene presentato il lungo percorso di vita professionale a tempo pieno fino ad oggi, a sessantadue anni dalla laurea, con l'intento di trasmettere il significato di una identità psicoanalitica nell'impegno del lavoro clinico e le sue risonanze nel mondo culturale e sociale.


Breve Curriculum di Franco Mori

Ha esercitato la professione di medico di medicina generale dal 1948 al 1958, e la professione di psichiatra sia in qualità di specialista privatamente che in qualità di Medico di Sezione negli Ospedali Psichiatrici di Firenze (San Salvi e Castelpulci) dal 1953 al 1977.

In essi si è dedicato particolarmente, insieme agli educatori dei CEMEA e ad alcuni colleghi,, alla riqualificazione della professione di quanti operano nel campo dell'assistenza ai malati di mente (infermieri, assistenti sociali, psicologi e medici) , ed alla istituzione e gestione del Laboratorio per le attività espressive “La Tinaia”, in San Salvi prima ed in Via delle Casine in seguito.

Membro della Società Psicoanalitica Italiana e della International Psychoanalytical Association dal 1970, dal 1978 esercita esclusivamente la professione di psicoanalista.

Attualmente si occupa del servizio di consultazione del Centro Psicoanalitico di Firenze, di cui è Membro fondatore.

 

MARINA BRECCIA 21/1

BRECCIA DR.SSA MARINA

Marina Breccia è medico ed è stata psichiatra presso i Servizi Psichiatrici territoriali dell’Emilia Romagna e della Toscana  con funzioni di dirigente, dove si è occupata della costruzione dei Basamenti  Informativi Psichiatrici,  di Riabilitazione  e soprattutto di Psicosi. .

E’ membro della Società Psicoanalitica Italiana  e dell’International Psychoanalytical Association .

Si è occupata di psicosi  e di grave marginalità conducendo studi sull’Inconscio , l’eclissi  e l’esilio dell’Io, l’originario, il modello transferale e controtransferale  e la discontinuità temporale.

Partecipa ad un gruppo di ricerca della Società Psicoanalitica Italiana per lo studio dei casi gravi  e al gruppo italiano di Psicoanalisi e Storia.

Ha condotto per  l’Ateneo Veneto uno studio di ricerca sull’esilio.

Ha condotto per il gruppo di seminari di Vennes –Liege uno studio sull’identità nella psicosi

Ha scritto un libro Le parole ritrovate , Borla, 2006,recensito su riviste nazionali e sull’International Journal of Psychoanalytical Association.

 

Abstract:    Incontri con la meta psicologia

 

Porterò una sintesi del convegno di Pisa a partire dalla relazione di apertura di Semi che è stata inaugurata da una domanda: è possibile un’impostazione monistica in psicoanalisi ?

 

L’impostazione monistica in psicoanalisi significa che il pregiudizio è sì criticabile ma che la critica  coinvolge  tutta la teoria che ad esso si è conformata. Questa parola contiene un riferimento all’unità e all’unicità,  all’idea di ‘uno’. Ma, come  per i matematici, il concetto di ‘uno’ non è  semplice :“la realtà è una e unica”, ma il nostro modo di conoscerla è sempre parziale., e bisogna anche ammettere che essa è indimostrabile.

Anche in psicoanalisi, anche se  sono passati gli scontri violenti, non sono affatto passate le differenze di impostazione teorica e di impostazione pratica o clinica., pertanto, dovendo essere favorevoli all’accettazione della realtà bisogna anche riconoscere che non basta una parola in comune  per definire una unicità, e che ci   siano invece diverse ‘psicoanalisi’ che, a volte  poco hanno a che fare tra loro.

 

In una stretta aderenza alla meta psicologia Freudiana, ma attingendo anche alla Filosofia e alla Psicologia  Anne Deinis propone una situazione della mente caratterizzata da ua figurazione numerica e geometrica, che assume le caratteristiche di u’area prerappresetazionale, molto vicino alla concretezza del reale in senso lacaniano irrappresentabile, verso le quali l’analista può favorire il movimento associativo. Queste aree dello psichico, prepulsionali potrebbero essere comuni e innate, anche se la clinica delle patologie gravi ne fornisce esempi in maggiore quantità.

 

Attingendo alla teoria winnicottiana e con alcuni riferimenti alla Psicologia degli anni ’60 Ken Wright propone il concetto di teoria come oggetto estetico

L’Autore non esclude un uso della teoria come forma di conoscenza del Sé, ma ha in mente un uso di tipo più transizionale che probabilmente opera nell’economia di ciascun analista senza ricevere molta attenzione, quasi in sordina.

Egli crea un legame tra questa ipotesi e altri processi estetici che hanno a che fare con il benessere del Sé più che con la sua conoscenza.

Quindi il valore di un oggetto, anche creato-trovato, sta nella rilevanza che assume  per il Sé in senso estetico.  Allora  si può dire che una “pietra”  è rilevante  perché  risuona con qualcosa dentro ciascuno, o parla, non in senso letterale, naturalmente, ma in senso emotivo.

Come può accadere allora che ciò sia parte integrante di teorie che sicuramente si appoggiano su strutture intellettuali e cognitive?   La risposta sta nel concetto di “fit”, (calzare, aggiustarsi addosso).  Rispondere ad una teoria   dipende dal fatto che si sperimenti un legame emozionale con essa.

 L’Autore si interroga anche su cosa accade quando si confrontano diverse teorie

Spesso vi è un potente investimento che gli individui o i gruppi fanno in particolari teorie, investimento che spesso interferisce con il dialogo creativo e crea barriere alle nuove idee. La resistenza al cambiamento  nelle società psicoanalitiche, non dipende tanto dalla relativa validità delle idee, quanto da loro investimento emotivo.

Il lavoro di Marina Breccia cerca di trovare nel pensiero di Kant e in particolare nel concetto di “appercezione “ alcune derivate che possono far ricavare dal concetto di identificazione primaria il concetto di identità. Individua poi in diversi parametri metapsicologici, come l’investimento libidico dell’oggetto , le stratificazione degli arcaici investimenti dell’Io, gli ostacoli delle istanze superegoiche , e gli ostacoli reali o fantasmatici degli oggetti primari, alcune cause dell’impasse  identitario nelle psicosi. Propone a questo proposito alcune ipotesi interpretative sul superamento dell’impasse come il passaggio dall’Io esistenziale all’Io simbolico, fino ad un’ipotesi che riinterpreta il concetto freudiano di scissione che è quella dell’Io esiliato.

Andrea Baldassarro ha concluso il gruppo di lavori con una proposta di una  meta psicologia che  non può  che organizzarsi intorno se non intorno ad  un confine interno, al di là del quale “collasserebbe” nell’inconscio, dal versante “percettivo” del suo modello, ed un confine esterno, mobile e trasformabile, dal versante “organizzativo” del pensiero, che si amplia progressivamente con il progredire delle conoscenze sul funzionamento psichico. E da questo si interroga se dunque ci possa essere una meta psicologia senza confini.

 

ALBERTO ANGELINI 28/1

 

Abstract: Psicoanalisi e situazione cinematografica

Appartiene alla psicoanalisi l’iniziativa storica di studiare gli aspetti emozionali del cinema. Cesare Musatti (1963) arrivò a descrivere il fenomeno degli “Attacchi di angoscia cinematografica”. Il cinema realizza la sua influenza psichica attraverso due meccanismi fondamentali: la proiezione, ovvero quel processo per cui si attribuiscono agli attori idee e aspirazioni che sono nostre, anche se non realizzate e l’identificazione, con cui lo spettatore assimila l’aspetto e i sentimenti dei protagonisti dello schermo. Gli effetti sul pubblico di questi meccanismi psicodinamici sono essenzialmente due: la catarsi e la suggestione. Il termine catarsi, dal greco, significa “purificazione”. In psicoterapia, il metodo catartico persegue, appunto, l’effetto di una “purificazione” attraverso una adeguata scarica, o abreazione, degli affetti patogeni. Per suggestione si intende, invece, il processo mediante cui una persona viene influenzata al punto da accettare altrui idee, credenze o modi di pensiero. L’elemento suggestivo è una componente essenziale del fenomeno ipnotico. Lo spettatore, nel buio della sala, non si trova nella situazione del sogno ma, come sosteneva motivatamente uno storico regista russo Sergej M. Ejšenstejn, in uno stato di “rilassamento paraonirico”.         

 

CV

 

Alberto Angelini: fa parte della Società Psicoanalitica Italiana  e dell’International Psychoanalytical Association. Ha svolto ricerche per l’Istituto di Psicologia del CNR e ha insegnato nella facoltà di Psicologia dell’università “La Sapienza” di Roma. Ha lavorato nel primo Laboratorio di Psicologia del Cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia e si è diplomato in Regia (cinema scientifico e didattico) presso il medesimo CSC. Consulente dell’ONU, ha insegnato per molti anni nell’United Nation Interregional Crime and Research Institute (UNICRI), in Italia e all’estero. Attualmente è docente di Psicologia Clinica in più scuole di specializzazione. Direttore responsabile  del portale Psychomedia e della rivista Eidos: psicoanalisi e cinema. Ha pubblicato oltre quaranta articoli scientifici, su riviste italiane e straniere e diversi volumi, tradotti in varie lingue, tra cui:

- Tecniche psicofisiologiche (coll.); Zanichelli, Bologna,1982.

- Dizionario universale del cinema (coll.); Editori Riuniti, Roma, 1985

- La psicoanalisi in Russia; Liguori, Napoli, 1988.

- Psicologia del cinema; Liguori, Napoli, 1992.

- Le frontiere della psicoanalisi: psicoanalisi e cinema (coll.); Borla, Roma, 1995.

- Schermi violenti (coll.); Borla, Roma, 1998.

- Pionieri dell’inconscio in Russia; Liguori, Napoli, 2002.

- Un enciclopedista romantico:psicoanalisi e mondo sociale nell’opera di Otto  

  Fenichel; Liguori, Napoli, 2009.

 

Realtori del Convegno del 30/1

 

GIOVANNI HAUTMANN  e IL PENSIERO GRUPPALE

 

 

Relatori:  Francesco Conrotto, Anna Ferruta, Giovanni Hautmann, Salomon Resnik

 

FRANCESCO  CONROTTO 

 

ABSTRACT Funzionamento gruppale della mente e processo  di soggettivizzazione

 

                    Il pensiero di Giovanni Hautmann viene percorso transitando

                   attraverso i suoi scritti ed enucleando alcuni concetti essenziali

                   della sua psicoanalisi : il concetto della mente dell’analista  al

                   lavoro, la teorizzazione del Sé come prodotto della formazione

                   della pellicola di pensiero che va a  costituire la mente primitiva

                   e che si sviluppa nella direzione della formazione della mente

                   separata. Ed ancora il concetto di gruppalità  primitiva, intesa

                   come condizione protomentale in cui il Sé si  trova in uno 

                   stato di fusione-indifferenziazione individuo- gruppo, che,

                   nel passaggio dalla condizione adimensionale - asimbolica alla

                   progressiva simbolizzazione, si evolve verso un Sé separato .

 

 

ANNA FERRUTA

 

CURRICULUM  Psicoanalista   Membro Ordinario con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana, Full Member dell’International Psychoanalytical Society, redattore dell’European Editorial Board  dell’International Journal of  Psychoanalysis. Consulente e supervisore in équipe psichiatriche e in istituti di  ricerca. Si interessa del trattamento delle patologie gravi, con particolare attenzione alla tematica  della psicoanalisi come metodo di cura della sofferenza   psichica e come ricerca sul funzionamento della mente umana.

Nella funzione di Segretario Scientifico della Società Psicoanalitica Italiana (2005-2009) si è dedicata all’approfondimento del widening scope della psicoanalisi, oltre i terreni già esplorati del trattamento delle nevrosi. Negli anni di Consulenza del Servizio Psichiatrico dell’Ospedale S.Carlo di Milano (1980-1998), si è dedicata alla psicoterapia di psicotici e borderline, alla organizzazione di un Centro  per Interventi di Crisi e di una struttura Intermedia - Centro Diurno per pazienti gravi, alla formazione di operatori della psichiatria e di altri settori di medicina (oncologia, fisiatria, diabetologia, ostetricia). Consulente di Progetti di Ricerca  dell’Istituto Nazionale Neurologico “Carlo Besta” di Milano. Ha insegnato alla Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università di Pavia e alla Scuola di Specializzazione in Psicologia del ciclo di vita dell’Università degli Studi Bicocca di Milano. Come Vicedirettore della rivista di cultura psicoanalitica Psiche si è occupata dell’interfaccia tra psicoanalisi e mondo delle altre discipline. Ha pubblicato volumi e articoli in riviste specialistiche.

 

 ABSTRACT           Il seminario clinico di gruppo come esperienza analitica . Tra   isteria e sogno

Il concetto di   gruppalità inconscia della mente nel pensiero di Giovanni Hautmann,  volge l’attenzione non solo alle  comunicazioni consce e inconsce della coppia analista- paziente, ma anche a come il gruppo in cui la coppia è immersa contribuisce alla formazione della mente. La sua attenzione alla pluralità inconscia dei   personaggi che popolano la mente del soggetto e della coppia analitica è utile per evitare un appiattimento sugli aspetti relazionali  solo della coppia madre-bambino e una specie di"allucinazione negativa" nei confronti della coppia analitica, a rischio di restare isolata nel quadro manifesto   della seduta, rispetto alla folla di personaggi e   identificazioni presenti nella mente dei due interlocutori.

 

 

GIOVANNI  HAUTMANN

 

HAUTMANN DR. GIOVANNI

è medico e psicoanalista con Funzioni di Training, è stato Presidente della Società Psicoanalitica Italiana e Presidente del Centro Psicoanalitico di Firenze.  

Oltre a diversi articoli apparsi sulla Rivista Italiana di Psicoanalisi, ha pubblicato:

Il mio debito con Bion

Psicoanalisi tra arte e biologia

per l’editore Borla

Funzione analitica e mente primitiva

per le edizioni ETS

I seminari analitici di gruppo di Giovanni Hautmann sono stati pubblicati a cura di Antonino Brignone per le edizioni ETS

 

ABSTRACT  Protomentale e pensiero gruppale

 

L’attenzione rivolta alla formazione dei processi di pensiero all’interno di una concezione psicogenetica  dello sviluppo della mente, si allarga all’analisi di gruppo, cioè allo svolgersi del pensiero gruppale in condizioni di seminari  di supervisione. Il lavoro gruppale viene a configurarsi come la trascrizione-trasformazione di una relazione a due (paziente- analista) in un contesto paziente-analista-gruppo. Diviene operante la dimensione di condivisione collettiva dell’esperienza analitica di ogni analista al lavoro.

La funzione psicoanalitica ,che il conduttore del gruppo  svolge, è quella di offrire  al gruppo un contenitore significante delle sue sensazioni-produzioni ,  stimolando ed arricchendo attraverso una modalità esperenziale  la nascita e lo sviluppo di una mente gruppale. In particolare si considera la mente dell’analista al lavoro e il suo funzionamento, che oscilla tra attenzione fluttuante e fissità disattentiva

 

 

SALOMON RESNIK

 

CURRICULUM   psichiatra e psicoanalista argentino.Attualmente  è psicoanalista didatta della Società Internazionale di Psicoanalisi. Lavora tra Parigi e Venazia, dove ha fondato  il Centro Internazionale di Studi Psicodinamici della Personalità(CLSPP),  di  cui è responsabile e docente dei corsi seminariali dal 1980.E’ docente ai  Corsi della Scuola di  formazione in psicoterapia  analitica  di gruppo ASVEGRA-Padova . Ha svolto attività didattica presso la Clinica Psichiatrica dell’Università Cattolica di Roma dal 1980 al 1995 e presso le Università di Roma, di Ancona,di Pavia e di Bari

La sua attività clinica e formativa riguarda il trattamento psicoanalitico di  pazienti psicotici e analisi di gruppo. Numerosissime le sue pubblicazioni

scientifiche di articoli e di libri pubblicati da BollatiBoringhieri e da Angeli

 

ABSTRACT : Sulla nascita del pensiero. Riflessioni cliniche

Il lavoro con gruppi terapeutici di pazienti gravi  mostra  quanto la disposizione mentale di risonanza e di consonanza , che estende il campo analitico  nell’appartenere ad una comunità di esperienze vissute ,  favorisca il cambiamento del gruppo. Le  fasi iniziali sono spesso caratterizzate da  una molteplicità informe o da una molteplicità iperformale difensiva. In un contesto  di assenza di forme,  di caos,  di senso di smembramento e di disintegrazione somatopsichica i membri  del gruppo vanno ad impersonare la possibilità di “ ri-membrare” e di riprendere  i processi  d’integrazione dei nuclei  originari dell’Io presenti ai primordi della vita psichica

 

MALIA GIUFFRIDA 6/2

 

Abstract:  FIGURE DEL FEMMINILE OGGI

«La questione del femminile in psicoanalisi, pur avendo oramai ricevuto moltissimi contributi, sembra ancora non essersi sottratta del tutto a quell'alone di mistero che Freud le attribuì...Possiamo chiederci, con Green, se i cambiamenti di costume e le trasformazioni culturali che hanno avuto luogo nell'epoca attuale potranno a lungo termine produrre dei rimaneggiamenti significativi delle configurazioni fantasmatiche inconsce a noi note. L'inconscio potrebbe allora modificarsi nella sua stessa essenza, e questo non solo nel registro dei suoi meccanismi regolatori difensivi ma, soprattutto, nel registro dei suoi contenuti rappresentativi. Credo che l'osservazione del "femminile" sia un vertice privilegiato da cui guardare verso questa prospettiva... nel mondo di oggi, molto "trovato e poco creato" viene sempre meno consentita l'appropriazione di una fantasmatica soggettiva e transizionale. Vengono somministrati ai singoli individui o gruppi di individui modelli e modi di essere preconfezionati. Le differenze si cancellano, e in modo particolare si attenuano le specificità attinenti all'identità di genere. Una forte omologazione caratterizza gli scambi sociali, e viene "normalizzato" non solo il modo di conformarsi alle regole del vivere comune, ma anche il modo di trasgredirle. La spinta collettiva verso l'indifferenziato non fa che ostacolare l'assunzione di un'identità specifica del femminile, così come del maschile, spingendo i due sessi verso ciò che ho denominato altrove il "genere sessuale unico", regno tuttavia di un nuovo fallocentrismo troppo spesso patologico e perverso. Tanto più che le ideologie predominanti, lungi dall'esaltare la ricerca di uno specifico femminile, propongono per contro alle donne solo mete falliche, più o meno camuffate, confondendo per lo più parità di diritti con indifferenziazione identitaria... Sappiamo allora noi interrogare ancora i sogni delle nostre pazienti, accogliere i loro desideri, in sintesi parlare al loro inconscio? Qualsiasi cosa esso sia divenuto o diverrà? I lavori di questa Monografia, a mio avviso, costituiscono una testimonianza significativa dello "stato dell'arte", così come lo stiamo vivendo e praticando oggi»

 

 

CV Analista con funzioni di training della Società psicoanalitica italiana, si interessa di clinica psicoanalitica, epistemologia della psicoanalisi,   dei percorsi della psicosessualità femminile e del rapporto tra psicoanalisi e istituzioni; svolge anche attività formativa per gli operatori penitenziari. Tra le ultime pubblicazioni segnala:” Travestitismo e transessualità: che cosa è cambiato” in L. Preta (a cura di) Nuove geometrie della mente. Psicoanalisi e bioetica (Laterza, 1999) e “Il racconto clinico: una sfida per gli psicoanalisti?” in A Vergine (a cura di) Trascrizioni cliniche (F. Angeli, 2002). “L’anatomia è un destino? Proposte metapsicologiche sul femminile della donna” In Riv.  Psicoanal 2007. “Désir d’enfant …désir sans sujet?” In  André J. et Chabert, C.(a cura di)  Désirs d’enfants .Puf 2009. « L’erotico materno nel controtransfert » In Mangini E. e La Scala M. (a cura di ) Le fonti dello psichico. Borla 2009  

 

GUIDO GORI 11/2

Abstract: Gli anziani e la morte: vissuti e fantasie

 

Alcune ricerche psicologiche condotte su persone di età molto avanzata hanno evidenziato che c’è una migliore elaborazione, rispetto a soggetti più giovani, degli stadi psicologici del morire. Di fronte all’oggettiva prossimità con eventi che richiamano la morte c’è un superamento della negazione, della rivolta, del patteggiamento e della depressione ed un più facile raggiungimento della accettazione. E’ stata descritta una maggior pianificazione dell’evento, anche se pensieri ed espressioni nei riguardi della morte tendono a crescere: si vedano  ad esempio i preparativi funerari (garanzia di un potere postumo), la dettatura delle ultime volontà, destinate ad essere eseguite dopo la morte  (desiderio di sopravvivenza e di influenza su coloro che rimangono), il desiderio di sepoltura accanto al congiunto defunto ( prolungamento fantasmatico dell’unione dopo la morte). Verranno descritte in maggiore dettaglio  le personali riflessioni scaturite da colloqui con anziani sani, malati e oggettivamente morenti di fronte al tema della morte.

 

Curriculum

 

Guido Gori

Nato a Firenze

Laureato in Medicina e Chirurgia

Specialista in Geriatria e Gerontologia

Specialista in Psichiatria

Membro Associato SPI

Responsabile della Unità Operativa di Geriatria dell’Azienda Sanitaria Firenze

Membro del consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria (A.I.P.)

Professore a contratto presso l’Università di Firenze nelle facoltà di Geriatria-Gerontologia e Psicologia Clinica

 

SRANTIS THANOPULOS Venerdì 19-02 – 2010

 

Abstract: L’interpretazione psicoanalitica e l’estensione del suo significato

L’analista interpreta nel campo di un’identificazione isterica reciproca con il paziente. L’identificazione isterica (insieme identificazione e relazione: essere e, contemporaneamente,  non essere come l’altro)  consente al’analista di immedesimarsi con i vissuti (e i fantasmi) del paziente, pura mantenendo  la propria differenza, per poter interpretarli. Essa consente al tempo stesso al paziente di identificarsi con il discorso dell’analista per poterlo comprendere e  di rimanere sufficientemente differenziato da questo discorso per elaborarlo. Quando la possibilità dell’identificazione isterica è mantenuta integra l’interpretazione analitica è focalizzata sull’individuazione e decodificazione del fantasma (la forma più articolata della propaggine inconscia nel preconscio, il luogo dove la coscienza è deformata a causa di un ritorno del rimosso). La prospettiva cambia quando il paziente non ha sufficiente accesso all’identificazione isterica e il suo senso di esistenza è minacciato da un rischio melanconico (perdita dell’oggetto del desiderio come perdita di sé) o da un rischio di rottura irreparabile della sua struttura psichica. In questo caso l’interpretazione psicoanalitica cambia la sua funzione: da dispositivo di lettura e comprensione dei desideri rimossi si trasforma in dispositivo di trasformazione dell’assetto mentale ed emotivo dell’analista, che si decostruisce sino a  raggiungere la possibilità di accogliere e riflettere potenzialità espressive e esistenziali del paziente, precedentemente congelate, precluse, che emergono per la prima volta.

 

    

        

 

Sabato 20-02-2010

 

Abstract: Uso dell’analista, reverie e interpretazione

L’interpretazione analitica, intesa nel senso “classico” di interpretazione del fantasma, deve fare i conti con due difficoltà che pregiudicano la sua efficacia: a)  la difficoltà del paziente di sognare adeguatamente la sua esperienza; b) la sua difficoltà di fare uso dell’interpretazione dell’analista per cambiare la sua esistenza. L’analista si trova sempre di più nella necessità di far ricorso alla sua capacità di reverie :  usare la sua  capacità di sostare nello spazio onirico per elaborare e rendere vivibili le ansie del paziente, aiutandolo a sognare (evitando, tuttavia,  di sognare al posto suo). Ma la reverie dell’analista  perde il suo significato terapeutico se, al tempo stesso, l’analista non si mostra disponibile a farsi usare dal paziente in modo arbitrario e perfino improprio  (dal punto di vista di un osservatore esterno) come materiale espressivo che gli consente di dare forma alla sua esistenza.      

  

Curriculum

 

Sarantis Thanopulos è membro ordinario con funzioni di Training della Società Psicoanalitica Italiana.  I suoi principali interessi di ricerca riguardano la dimensione tragica della soggettività, la sessualità e le sue forme espressive, le modalità di configurazione dell’interpretazione psiconalitica, la psicopatologia delle psicosi e la dimensione transgenerazionale del disagio psichico. Tra le sue pubblicazioni più recenti:     

 

L’eredità della tragedia (con Andreas Giannakulas) Edizioni Borla  Roma 2006

  Ipotesi Gay (con Olga Pozzi) Borla Editore  Roma 2006 

L’orizzonte  tragico del sogno: “dran” e isteria nella scena onirica Rivista di Psicoterapia Psicoanalitica XIII, 2  2006

L'odio primario e il senso di responsabilità” in L’odio. Irreparabile? A cura di Nadia Neri Quaderni di Psicoterapia  Infantile 53 2007

Dormire nel sogno della madre in Menti eminenti nel sogno a cura di Antonio Vitolo  Edizioni Magi  Roma 2007

 La metaforizzazione tra regressione e ritiro nell’analisi dei pazienti psicotici Rivista di Psicoanalisi LIII – 4 -2007

 L’amore identificatorio del fratello per la sorella in La dimensione fraterna in psicoanalisi a cura di G.Trapanese, M. Sommantico Edizioni Borla Roma 2008

 L'impasse della filiazione. L'identificazione della donna con il fratello morto in Generi e Generazioni. Ordine e disordine nelle identificazioni a cura di P. Cupelloni  Franco Angeli  Roma 2008 

 Lo spazio dell’interpretazione  Edizioni Borla   Roma 2009

 Il desiderio ella donna e la responsabilità materna in Figure del femminile a cura di Amalia Giuffrida Edizioni Borla Roma 2009                                                                                                           

 

 

Gherardo Amadei 5/3 

 

Abstract:RELAZIONI TRA MINDFULNESS E PSICOANALISI

La Mindfulness consiste in una attenzione consapevole, intenzionale e non giudicante alla propria esperienza nel momento in cui viene vissuta: essa trova origini nelle pratiche del Buddismo Vipassana. Dopo la definizione freudiana di “sentimento oceanico” quale stato mentale che contraddistingue l’atteggiamento del meditante, altri analisti come Alexander e Servadio, negli anni antecedenti il secondo conflitto mondiale, hanno affrontato i rapporti esistenti tra psicoanalisi e pratiche di meditazione. Da quando la Mindfulness, alla fine degli anni 1970, fu introdotta in medicina da parte di Jon Kabat Zinn una piccola coorte di analisti ha rivisitato i nessi che accomunano Mindfulness e Psicoanalisi ( Nina Coltart, Michael Eigen, Mark Epstein ). In particolare alcuni elementi della tecnica analitica trovano corrispettivi nella Mindfulness: “la regola aurea” e le libere associazioni, gli attaccamenti narcisistici, il valore dato al momento presente, l’attenzione fluttuante uniforme, l’empatia ed il controtransfert. Per un analista fare pratica di consapevolezza secondo i principi della Mindfulness può rappresentate una utile implementazione alle sue capacità di ascolto e comprensione.

 

SILVIO MERCIAI 12/3

 

Abstract: Loanalia psicsi nelle terre di confine. Verso una nuova dimensione del  concetto di inconscio.

Se guardiamo alla psicoanalisi come ad una forma di terapia ed accettiamo la sfida di cercare di fondare le sue teorie e di misurare la sua efficacia secondo modalità ‘scientifiche’, il dialogo con le metodologie e le acquisizioni neuroscientifiche diventa allora ineludibile e non ulteriormente procrastinabile. Alla luce di nuove dimensioni di ricerca quali la neuroeconomia e la neurobiologia del processo decisionale, la neuroetica, il mirroring (e le sue implicazioni teoretiche, dall’empatia all’identificazione proiettiva) e l’analisi neurofilosofica del concetto di libero arbitrio, la fenomenologia stessa dell’inconscio appare da un lato confermata e dall’altro ampliata e complessificata. Nel passare in rapida revisione i dati più recenti della ricerca in questi settori, proporrò la tesi che il dialogo con le neuroscienze possa essere positivamente inteso come fertile e produttivo momento di revisione e rifondazione critica della teoresi psicoanalitica e che lavorare in questa direzione sia la cifra caratterizzante il nostro essere allievi di Freud oggi.

 

CV:

Silvio A. Merciai è psichiatra, psicoterapeuta e membro della Società Psicoanalitica Italiana. Ha lavorato per molti anni nei servizi territoriali di salute mentale della città di Torino per poi dedicarsi a tempo pieno, da circa vent’anni, alla pratica privata di psicoanalista. Insegna ‘Neurobiologia dell’esperienza relazionale’ alla Facoltà di Psicologia dell’Università della Valle d’Aosta. Si è interessato in particolare allo studio del pensiero bioniano in un intenso sodalizio di lavoro con Parthenope Bion, interrotto dalla sua improvvisa e prematura scomparsa nel 1998.

In seguito ha cercato di approfondire il rapporto della psicoanalisi sia con

le nuove tecnologie della comunicazione via Internet sia con le

neuroscienze.

La pubblicazione più recente, che costituisce il riferimento teorico di base

del seminario, è:

Silvio A. Merciai e Beatrice Cannella, La psicoanalisi nelle terre di

confine, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2009.

 

 

Patrizia Masoni  8/4

 

Abstract:  Il Caso di MARTA:  “ il corpo nella stanza di  analisi”

 

 Viene descritta , attraverso materiale clinico, l’analisi  di una donna a 4 sedute settimanali, che  esprime  il suo disagio principalmente attraverso particolari  sintomi somatici;  contro-transferalmente induce fin dall’inizio uno stato di assenza /sonno nella terapeuta, che viene progressivamente superato- pur con alterne vicende- man mano che i livelli di mentalizzazione nella coppia al lavoro teraputa /paziente, diventano  più accessibili e  consistenti .

 

 CV

Nata a Pisa il 7/9/1954, laureata in Medicina e Chirurgia   presso l’Università di Pisa,  Specializzata in Neuropsichiatria Infantile, attualmente  è  Direttore della Unità operativa 4 di Riabilitazione Neuropsichiatrica  del Dipartimento di Neuroscienze  dell’Istituto Scientifico Stella Maris.(Calambrone)

 Si  occupa  di cura e riabilitazione di patologie mentali gravi in età evolutiva, ha diretto ricerche in questo settore ed ha pubblicato un libro dal titolo:”La riabilitazione nell’adolescente con patologie psichiatriche gravi”. È stata Responsabile della Ricerca Europea su:” le Comunità Terapeutiche e la formazione degli operatori”.

Conduce Corsi  di formazione per  Educatori Professionali e Psicoterapeuti nell’Istituto Scientifico Stella Maris. 

 E’ Membro Associato della Società Psicoanalitica Italiana e dell’IPA, 

ha frequentato il “Corso di Perfezionamento per infanzia ed adolescenza”, con seminari di Infant Observation,  presso l’Istituto di Training della  SPI a Milano.

 

Grotstein James  S.   20/4

 

Abstract:  “Bion era veramente Bioniano?”

 

Grotstein è stato analizzato da Bion negli anni '70, e successivamente ne ha sviluppato il pensiero con un notevole contributo personale. Nel volume di prossima pubblicazione descrive ed approfondisce il pensiero Bioniano, concentrandosi sull'esplicazione delle sue più importanti idee – Linguaggio, O, Verità, Reverie, Trasformazioni, Contenitore – Contenuto, Sognare, Pensieri senza un Pensatore, la Griglia ecc. - costruendo un percorso teorico – clinico.

Partendo dalla propria esperienza personale di analizzando, e passando attraverso la descrizione dell'analista Bion, contrapposto alla persona che stava dietro l'analista, Grotstein descriverà l'evoluzione del pensiero di Bion e si concentrerà particolarmente sulle proprie elaborazioni teoriche come per esempio la Funzione Alfa, il concetto di Contenitore – Contenuto, la Transidentificazione Proiettiva.

Come riporta nel testo “Questo testo è il risultato della mia personale esperienza attraverso la Faccia Nord della Verità, O. Questo lavoro, in altre parole, è il mio proprio personale diario della lettura del  pensiero di Bion.”

           

 

CV: Professore di Psichiatria alla Ucla School of Medecine, Psicoanalista membro con funzioni didattiche American Psychoanalytical Association e Supervisore del Los Angeles Psychoanalytic Institute e del Psychoanalytic Center of California. E' stato vice-presidente dell'International Psychoanlytical Association. Autore di innumerevoli articoli sulle maggiori riviste psicoanalitiche internazionali, a cominciare dal International Psychoanalytical Journal, ed autore di molti libri di cui tradotti in italiano: “Scissione e Identificazione Proiettiva” Astrolabio 1983, “Chi è il Sognatore che sogna il sogno?” Ed Maggi 2004, “Un raggio di Intensa Oscurità” Raffaello Cortina Ed. 2010.

 

GIOVANNI HAUTMANN 29/4

cv

è medico e psicoanalista con Funzioni di Training, è stato Presidente della Società Psicoanalitica Italiana e Presidente del Centro Psicoanalitico di Firenze.  

Oltre a diversi articoli apparsi sulla Rivista Italiana di Psicoanalisi, ha pubblicato:

Il mio debito con Bion

Psicoanalisi tra arte e biologia

per l’editore Borla

Funzione analitica e mente primitiva

per le edizioni ETS

I seminari analitici di gruppo di Giovanni Hautmann sono stati pubblicati a cura di Antonino Brignone per le edizioni ETS

Abstract: Tra l'attenzione fluttuante e la fissità disattentiva

Scopo del lavoro è di formulare qualche riflessione nell'ambito dell'ascolto psicoanalitico a partire dall'attenzione fluttuante come descritta da Freud, ricapitolando inoltre, qualche contributo della psicoanalisi attuale sull'ascolto, e ponendo alcuni interrogativi derivanti dall'esperienza con pazienti particolarmente problematici. Si avanza l'ipotesi  che, in alcuni momenti della situazione analitica, in momenti cioè di tentativo di ricerca di contatto con aspetti asimbolici della relazione col paziente, sia necessario recuperare un tipo di attenzione fissa , senza distanza definita dall'oggetto, che potremmo chiamare fissità disattentiva in contrapposizione ad attenzione fluttuante. Questo concetto viene discusso alla luce di modelli derivati da Bion ed illustrato con una vignatta clinica.    

MARIO GIAMPà 20/5

Abstract:  “Il Tatuaggio: implicazioni psicoanalitiche”

Sostiene Jean-Paul Sartre nel suo saggio L’essere e il Nulla (1943), che  tutta la relazione umana si fonda a partire dall’esperienza di guardare ed essere guardato. Premesso che il corpo umano fin dall’inizio della storia umana, in tutte le culture, è stato tatuato, scarificato, pitturato, mozzato, allungato, ustionato, marcato per modificarlo e trasformarlo con motivazioni varie: rituali religiosi, riti d’iniziazione  o come segno di appartenenza ad un gruppo sociale. Oggi esiste <l’individuo-moda>, il tatuaggio serve a soddisfare aneliti narcisistici (Lipovetsky, 1986). Il tatuaggio nella cultura italiana di ieri era un segno di degradazione morale (1949-R. Corso, Enciclopedia Italiana Treccani, pag. 331, vol.XXXIII); oggi  un tentativo di rabbiosa conferma della propria esistenza, un disperato ancoraggio del Sé (Maria Grazia Vassallo Torrigiani, Silvana Vassallo, 2001). Il tatuaggio, in occidente, oggi, è emblema di trasgressione e marginalità, segno indelebile sul corpo, un veicolo per esprimere valori,credenze, speranze, motivazioni. Il tatuaggio fonte di dolore è una zona del non detto e del non dicibile (B. Merenko 2002, p. 103). Nel mondo occidentale la presenza di tatuaggi è associata ad un maggior disagio psicologico. Manila Salvatelli (1999) evidenziò con il Minnesota Multiphasic Personality Inventory e L’Eysenck Personality Inventory in  un campione di 39 persone con tatuaggi (e 39 senza tautaggi) un livello maggiore di aggressività manifesta, tendenza a dare una immagine sfavorevole di sé, schizofrenia, deviazione psicotica, paranoia, psicastenia rispetto al gruppo di controllo. Esamineremo il vissuto del tatuaggio come viene pensato e vissuto e intepretato nella stanza d’analisi.

 

CV Mario Giampà, nato il 15 agosto 1939 a Catanzaro. Residente in Roma, iscritto all’Ordine Provinciale di Roma dei Medici e Chirurghi e  degli Odontoiatri dal 1969, n. 17701.  Specializzazione in Psichiatria. Membro Associato della Società Psicoanalitica Italiana (S.P.I. – I.P.A.). Accademico dell’Accademia Lancisiana di Roma. Già docente di psicologia e neuropsichiatria nelle scuole professionali per infermieri degli Ospedali Regionali di Roma, (1975-1980). Docente nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara nel corso di perfezionamento post-laurea in Sessualità e Disabilità (2000-2001). Libero docente nel corso semestrale di Sessuologia Clinica (2005-2006) e nel corso semestrale <Perversioni Sessuali tra Psichiatria e Psicoanalisi> (2006-2007) della Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi dell’Aquila. 21 articoli pubblicati tra riviste e libri.

 

Mario Giampà,

CF/ GMPMRA39M15C352N

 

CRISTIANO ROCCHI 10/6

 

ABSTRACT: BEYOND THE COUCH

 

Il lavoro si occupa di aspetti tecnici quali la disclosure  dell’analista con pazienti difficili. Consente di vedere la «therapeutic action» dell’autore  in modo molto chiaro, con la dimensione relazionale assolutamente privilegiata, ma con uno sguardo molto attento al mantenimento della posizione asimmetrica ed all’interpretazione; nel commento finale inoltre si parla del funzionamento autoriflessivo nel senso di Bach, Auerbach e Blatt , e cioè  la capacità di escursione per mantenere la tensione tra due forme -o stati-  di coscienza di sé: quella soggettiva e quella oggettiva;  molti pazienti con un disturbo narcista o border-line hanno persistenti difficoltà a spostarsi avanti e indietro fra queste due prospettive sul sé e a integrarle nel loro mondo rappresentazionale. Il caso presentato rientra per l’autore in queste categorie.

 

CV: E’ Membro Ordinario dal 2005della SPI , all’interno della quale ha ricoperto cariche nazionali ed internazionali.

Partecipa con suoi lavori e come chairperson a convegni nazionali ed internazionali

È autore di varie pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali tra le quali : sul numero 3 vol XIV, 1993 della Rivista Therapeutic Communities, diretta d R.D. Hinshelwood “A group for parents  of psychotic  adolescent and young adults”; su The International Journal of Psychoanalysis, vol 84, 2003 “The counter-transference of the counterpatient”; in Ricerca Psicoanalitica ,2004, n. 2: 193-218 “Il controtransfert del … paziente” ; “Beyond the couch” , su Rivista di Psicoanalisi, 2009, LV,3

SPI- Centro Psicoanalitico di Firenze “La prospettiva relazionale in Psicoanalisi” , gennaio-febbraio 2006;1stSIBERIAN CONFERENCE IRKUTSK AUGUST 25-28 2006:  The Relational Perspective in Psychoanalysis: a brief introduction; Sòfia (Bulgaria) , Novembre 2007, “Relational Perspective. Theory and clinic”; 10th NAPsaC –EPF Clinical Conference 24th -27t Luglio  2008  Amsterdam ,  “The clinical case of F.”  Discussant a Darlene Ehrenberg  nella giornata di studio organizzata da SPI e SIPP, ‘L’azione terapeutica’, Firenze, 24 Gennaio 2009.

Attualmente lavora come  psicologo psicoterapeuta, psicoanalista individuale e di gruppo, supervisore e formatore.

 

Luogo nascita: Pisa  data nascita 18-12-1958

C.F.: RCCCST58T18G702B

P.I.: 02053520488

Iscritto all’Ordine degli Psicologi della Toscana dal 26/01/1993   col n. 972

 

 

Donatella Guidi 17/6

 

ABSTRACT Un'esperienza di psicoterapia psicodinamica di gruppo in un servizio pubblico

 

brevi cenni sui partecipanti al gruppo(invio,breve storia,diagnosi ecc)

relazione tra terapeuti ed invianti;caratteristiche di un gruppo psicoterapeutico all'interno di una istituzione

dalla formazione del gruppo ad oggi:evoluzione

 

CV

 Psicologa psicoterapeuta. Membro associato della Società Psicoanalitica Italiana. Dal 1977 al 1998 ho lavorato  nel servizio sanitario pubblico presso il Centro d’Igiene mentale di San Miniato(Pi) dove mi sono occupata principalmente di psicoterapie individuali ad indirizzo psicoanalitico per pazienti adulti, di gruppi riabilitativo/terapeutici per pazienti psichiatrici e  di gruppi di formazione/supervisione rivolti ad infermieri ed educatori del servizio psichiatrico. Dalla fine del 1998 al dicembre 2004, ho lavorato presso il Servizio per le tossicodipendenze dell’Az. USL 5(Pisa) occupandomi di  psicoterapie individuali ad indirizzo psicoanalitico e conduzione di due gruppi di formazione/supervisione, uno rivolto agli infermieri del servizio e l’altro agli operatori che lavoravano  su un progetto di “riduzione del danno”; ho fatto parte di un gruppo che si occupava di comorbilità psichiatrica nelle tossicodipendenze.Attualmente lavoro presso il Dipartimento di salute mentale dell’ASL 5(Pisa) occupandomi di interventi psicoterapeutici individuali sia a utenti ambulatoriali che residenti in una Comunità Terapeutica per pazienti gravi. All’interno della Comunità Terapeutica. mi occupo anche del gruppo degli operatori. Nell’ambito del servizio sanitario pubblico, ho partecipato  ad aggiornamenti, corsi di formazione e supervisioni sia sulle psicoterapie individuali ad indirizzo psicoanalitico che sulla conduzione dei gruppi tenuti da psicoanalisti della Società Psicoanalitica Italiana e dall’Istituto Italiano Psicoanalisi di gruppo.

Nel corso degli anni ho presentato alcune relazioni a convegni e pubblicato articoli inerenti ai settori di cui mi sono occupata: 

 

-N°2 articoli nel fascicolo:”Il problema dell’ handicap e dell’emarginazione a scuola:esperienze di un Servizio d’Igiene Mentale”. Pisa sett.1979 pubblicato dalla Provincia di Pisa.

-“Orientamenti di studio ed intervento sulla famiglia” nel volume”Temi di psicologia sociale II” ed.ETS 1980.

-presentazione della relazione “Un’esperienza di educazione sanitaria sul tema della follia nelle scuole elementari” con la Dott.ssa D. Bolelli, Prim. Psich.USL 12(Pisa) al Convegno Europeo ”Psichiatria senza manicomi”, Bologna20/22/10/88.

-presentazione della relazione: ”Fenomeno droga fra competenza socio-sanitaria e realtà locale”,GOT USL 17(Valdarno inferiore)con A.Bartoli, S.Bimbi ,A.Scaduto al Convegno provinciale organizzato dal Provveditorato agli studi di Pisa ,”La scuola fra realtà socio-sanitaria,presa di coscienza delle patologie giovanili e programmazione di interventi educativi formativi”, Pisa 9/10/3/89.

 –articolo dal titolo: “L’operatore e la crisi” D.Guidi, ML Falasca,  in “Le situazioni di crisi in psichiatria” a cura di A. Brignone ETS ed.1990 pp109-115.

-D.Guidi: ”Osservazioni su un gruppo di lavoro interdisciplinare sull’educazione sanitaria sul problema della follia” in Atti della giornata di verifica tecnico politica delle UUSSLL dell’area 4 sulle attività territoriali di salute mentale e sul superamento dell’ ospedale psichiatrico;Volterra 4/12/85, Neopsichiatria I-4-86: pp141/147 pubblicato nel febbraio 1990. 

-Contrappunto N°6 giugno 90, pp31-39,A.Brignone, L.Alfaioli, D.Guidi “Dinamiche indotte dalla lettura della novella in un Centro diurno per pazienti psicotici”.

-Presentazione di due relazioni al Convegno “I luoghi della riabilitazione”, Lucca 8/6/90 dal titolo a)”Un’esperienza di osservazione in un Centro Diurno per psicotici cronici”,L. Alfaioli ,D. Guidi; b)”Il Centro diurno di San Miniato e la lettura della fiaba”,D,Guidi,G.Pardi,U.O. Psichiatria USL 17.

-Vol 115 fasc.3 Rivista sperimentale di Freniatria e Medicina legale delle malattie mentali,”Gruppo operativo di Pichon-Rivière, sue applicazioni nella pratica riabilitativa di un servizio psichiatrico territoriale”1991,pp:461-474, A.Brignone, D.Guidi, M.Mordini.

–dal volume “Una psichiatria sufficientemente buona” ETS ed.1991,pp157-177,A.Brignone,D.Guidi ”Relazione terapeutica e processi riabilitativi”.

.-“Problemi di integrazione della creatività nella riabilitazione:l’esperienza del Gruppo Zero” D. Guidi,A .Brignone presentata al Convegno “Tra la mente e la scena” Cascina(Pisa),15/16/17/4/93.

-Koinos gruppo e funzione analitica,N°2,1991:A.Brignone, D.Guidi,L. Alfaioli,”Nuovi percorsi della riabilitazione:il Centro diurno come spazio per la esternalizzazione”,pp99-113.

-Prospettive psicoanalitiche nel lavoro istituzionale:”Esperienze emozionali correttive e riabilitazione”,A.Brignone. ,D.Guidi, L.Alfaioli, pp233-248 Vol10,N°3,1992 .

 

Bologna, 23.01-8.05.2010  "LA CO-COSTRUZIONE DELLA MENTE TRA ECCITAZIONE, CONTENIMENTO E TRAUMA"; Sede: CENTRO PSICOANALITICO DI BOLOGNA; Info:  segreteria.organizzativa@cepsibo.it ; Fees= euro 250,00

CENTRO PSICOANALITICO DI BOLOGNA

"Glauco Carloni"

Sezione della Società Psicoanalitica Italiana

Componente della International Psychoanalytical Association

Via C. Battisti, 24  - 40123 Bologna

 

 

La co-costruzione della mente tra eccitazione, contenimento e trauma

 

Sabato 23 Gennaio 2010

Le vie della fantasia inconscia bisessuale

Francesco Pozzi (Bologna)

Neuropsichiatra infantile, Psicoanalista S.P.I.

 

Abstract

Questa relazione sulla fantasia inconscia bisessuale prende in esame il concetto di fantasia inconscia, a partire da Freud e, a seguire, dagli autori che se ne sono interessati, in particolare la Klein.

Verranno descritti alcuni frammenti clinici che faranno riferimento a materiale onirico relativo alla bisessualità in pazienti in analisi da molto tempo.

Sabato 27 Febbraio 2010

La maternità interiore: il delicato intreccio tra biologia e l’inconscio

Gina Ferrara Mori (Firenze)

Pediatra, Psicoanalista S.P.I.

 

 

Abstract

La gravidanza è quell’insieme di processi biologici che permettono di trasmettere la vita, di dare alla luce un figlio.

La “maternità interiore” è quell’insieme di processi psichici che riorganizzano il sé, che permettono lo sviluppo di un nuovo “spazio mentale”, adatto a “sentire e pensare” il feto e poi il figlio e a contenere i movimenti e le protorappresentazioni caratterizzanti gli albori della relazione madre-bambino.

Vengono riferiti i momenti più caratterizzanti del lavoro di un gruppo di ricerca pluriennale su questa tematica, con illustrazione di “materiale” tratto dall’ascolto diretto di future mamme in contesti molto diversi, quali la Pre-Infant Observation, i Corsi di preparazione al parto, l’ecografia durante la gravidanza, le stanze di consultazione clinica e di psicoterapia, l’ascolto di donne che hanno deciso di interrompere la gravidanza, il “materiale” osservativi e clinico viene poi rielaborato con riflessioni teoriche.

 

Curriculum

Gina Ferrara Mori è analista con funzioni di training della S.P.I. (I.P.A.) esperta in psicoanalisi infantile (di cui è uno dei pionieri in Italia), da anni conduce gruppi di Infant Observation secondo il metodo di Esther Bick. Oltre all’intensa attività scientifica anche a livello internazionale, e di insegnamento, svolge da anni ricerche sulla Pre-Infant Observation, ricerche i cui risultati sono parzialmente illustrati nel recente volume: Ferrara Mori G. (a cura di-) Un tempo per la maternità interiore. Borla Roma, 2008.

Sabato 20 marzo 2010

Il funzionamento del pensiero e il suo emergere progressivo. Il divenire dell’infantile

Elsa Schmid-Kitsikis (Svizzera)

Psicologa, Psicoanalista SPP e SSPsa

 

Abstract

 

La nascita del pensiero è già una storia di amore. Tutta l’opera di W. Bion lo testimonia. Gratifica le idee di S. Freud (1911) sull’emergere del pensiero da una dimensione emozionale qualitativa, attraverso l’investimento pulsionale precoce di affetti. Questa storia di amore prosegue nel corso del divenire infantile e culmina di nuovo nell’adolescenza. Tenere in conto il processo passionale aggiunge una dimensione di après-coup che arricchisce la nostra riflessione su ciò costituisce i primi segni del “pensare” e del “pensabile”.

Vengono proposte ipotesi da correnti diverse sull’emergere e il funzionamento del pensiero, in particolar modo attraverso le scoperte dei teorici del pensiero che furono S. Freud, W. Bion, J. Piaget.

Per S. Freud è nello spazio che separa il desiderio dalla soddisfazione che nasce il pensiero. Per W. Bion il pensiero nasce nell’emozione dolorosa. I primi vagiti del pensiero si ancorano nel corporeo e più particolarmente nel funzionamento della digestione e della sua metabolizzazione in digestione psichica, caratteristica dei primi legami madre-bambino. Questa nozione bioniana di digestione psichica si ricollega, in modo interessante, a quella si richiama al meccanismo assimilazione e accomodamento, nella teoria piagetiana, responsabile della capacità di trasformazione mentale.

 

 

 

Curriculum

 

Elsa Schmid-Kitsikis, di nazionalità greca e svizzera, è stata assistente di J. Piaget, nonché professore ordinario all’Università di Ginevra fino al 1998 (Facoltà di Psicologia e Scienze dell’Educazione). Ha collaborato on J. Ajuriaguerra. Dal 1984 ha iniziato la sua funzione psicoanalitica. Ha fondato e diretto un Centro di Consultazione  e trattamento per il bambino e le famiglia, un Centro per la Consultazione dei giovani adulti e insegnato a molteplici livelli. In Svizzera ha fondato l’Associazione per la Psicoanalisi del bambino e dell’adolescente (in collaborazione con la SEPEA). Ha pubblicato moltissimi lavori, tra cui, alcuni di quelli tradotti in italiano sono: L’Esame delle operazioni dell’Intelligenza. Giunti Barbera, 1976; Legami creatori e legami distruttori dell’attività mentale. Borla, Milano, 1993; W.R.Bion, Roma, Armando, 2000; La passione adolescente, Roma, Borla, 2003.

 

 

Sabato 8 Maggio 2010

L’adozione: il cambiamento catastrofico, la predita di continuità dell’essere,la cesura, il problema della complessità.

Claudia Artoni Sclesinger (Milano)

Psicologa, Psicoanalista S.P.I.

 

Abstract

 

Nel lavoro viene affrontata la complessità dell’esperienza dell’adozione,; da un lato vengono messe in evidenza le drammatiche conseguenze psicologiche della traumatica esperienza dell’abbandono, dall’altro vengono affrontate le difficoltà a cui vanno incontro coloro ( genitori adottivi, terapeuti o altre figure professionali),  che entrano in contatto con l’esperienza adottiva e che devono farsi carico delle complesse vicende affettive che conseguono all’esperienza dell’abbandono.

 

 

 

Bologna, 21.01- 11.12.2010 "CONFINI E PROSPETTIVE DELLA PSICOANALISI CONTEMPORANEA"; Sede:  CENTRO PSICOANALITICO DI BOLOGNA; Info:  CentroPsicoanalitico_diBologna@fastwebnet.it ; Fees= euro 200,00.

CALENDARIO DELL'ATTIVITA' SCIENTIFICA

Confini e prospettive della Psicoanalisi contemporanea

 

Giovedì 21 GENNAIO ore 21:15-23:15*

Mario Pigazzini (Lecco): La parola e il metro:

Nuove prospettive per la psicoanalisi

Abstract

 

L’incontro si propone di riflettere sul tema della misurazione come rappresentazione scientifica che affianca ed arricchisce la naturale esperienza del narrare psicoanalitico. Descriverò alcuni concetti legati alla teoria dei sistemi dinamici non-lineari ed alla complessità che già Bion aveva indicato come gli strumenti per portare avanti quella ricerca scientifica che lui definiva l’autentica l’eredità di Freud, utilizzando la similarità come matrice di modelli. Inquadrerò il concetto di psiche come risultato del lavoro evolutivo dalla geo-sfera via bio-sfera alla noo-sfera cercando di sottolineare come le scienze della natura, le neuro-scienze e l’antropologia siano i prerequisiti per un ritorno al desiderio di Freud di una Psicoanalisi come scienza della natura. Con brevi vignette cliniche cercherò di mostrare il difficile cammino verso una rappresentazione scientifica basata sulla chiarezza concettuale, primo passo di ogni disciplina che vuole definirsi scienza.

Venerdì 5 FEBBRAIO ore 21:15-23:15*

M. Therese Badawi  Khair (Libano):  

Il trauma infantile nella cura psicoanalitica dell'adulto: il caso dell'incesto

 

Abstract

 

Partendo da quattro casi clinici d’incesto  l’Autrice mette in luce le modalità attraverso cui il trauma dell’incesto subito nell’infanzia si manifesti nel trattamento psicoanalitico delle sue pazienti adulte, sia sul piano del funzionamento mentale che su quello relazionale. Attraverso la presentazione di materiale clinico l’autrice mostra le forme che assume il transfert e l’importanza della gestione delle intense reazioni controtransferali per affrontare casi così coinvolgenti dal punto di vista affettivo.

Giovedì 18 FEBBRAIO ore 21:15-23:15*

Franco D’Alberton (Bologna):

De Chirico, Magritte e la farfalla allergica ai fiori

 

Abstract:

 

L’autore riflette sulle caratteristiche visive delle fasi precoci del pensiero e sul passaggio dall’asimbolico al simbolico nello sviluppo precoce della mente a partire dalla affermazione di Magritte che, quando vide per la prima volta il quadro di De Chirico “il Canto d’Amore, affermo di “aver visto il pensiero per la prima volta”.

Verranno studiate le prime idee Freudiane sul pensiero visivo, il concetto di “originario” (Aulagnier, 1994) e quello della “pellicola del pensiero” (Hautmann 1999, Ferro 2002).

Seguendo l’evoluzione dell’analisi di un paziente trentenne, l’autore cercherà di seguire lo sviluppo dell’abilità di usare simboli e parole per esprimere le esperienze sensoriali uditive, tattili, olfattive e cenestesiche delle prime esperienze di relazione con l’oggetto e delle possibili lacerazioni traumatiche.

 

Giovedì 4 MARZO ore 21:15-23:15*

Enrica Ballardini (Bologna):
Padroni in casa d’altri. Appunti sul fenomeno della trasmissione trans generazionale

 

Abstract:
riflessione sul tema della trasmissione inconscia di contenuti psichici tra le generazioni e sulla segretezza e in apparenza clinica del fenomeno. I pensieri sull'argomento sono originati da un accadimento clinico in cui la sola labile traccia di una fantasia controtransferale ha rappresentato l'occasione per ipotizzare, per la paziente, l'esistenza di un mandato
proveniente da generazioni precedenti e ha rappresentato un momento cruciale di svolta nel trattamento.
 

Venerdì 19 MARZO ore 21:15-23:15*

Elsa Schmid-Kitsikis  (Ginevra)

Clinica del crollo. A proposito dei legami provato/ rappresentazione

 

Abstract

La frequenza nei pazienti della nostra pratica attuale del terrore di un crollo psichico,induce a riflettere su alcune aporie metapsicologiche e cliniche, a partire da Winnicott, per interrogare la sua specificità psichica alla luce di un caso clinico.

Il terrore è quello di un crollo che è stato provato senza essere stato rappresentato né figurato; nasconde il terrore di un altro crollo particolarmente terrificante, quello di una “ angoscia sezionante o agonia primitiva”, le cui varianti sono: spezzettarsi,cadere senza fine, non avere relazione col proprio corpo, non avere orientamento.

L’angoscia di Winnicott mi è sembrata vicina a questo ‘terrore senza nome’ di cui parla Bion, responsabile di uno stato di ‘assenza’, di uno stato di essere ‘senza’, dovuto ad un ‘oggetto interno senza interiorità’, di un ‘canale alimentare senza corpo’. Rinvia ad un me ‘incapace di integrare qualcosa, di contenerlo ( enclore)’. Ciò rinvia a una reverie materna a dominanza narcisistica, che costringe il neonato ad un funzionamento nell’immagine o nell’agire. Paradossalmente i crolli precoci devono essere rimemorizzati, mentre ciò non è possibile ( ‘non è possibile ricordarsi di qualcosa che non ha ancora avuto luogo’); è nel transfert che questo vissuto prenderà corpo come cosa provata, qui e ora, in luogo e al posto del processo di rimemorizzazione, permettendo, la via transferale, di affrontare questa angoscia sezionante primitiva, questa assenza di legami provato/rappresentazione, di diacronia temporale, questa fragilità delle istanze (assises) dell’io.

 

Giovedì 6 MAGGIO ore 21:15-23:15*

Primitivo Gomez (Argentina)

 

Attualità nella clinica e nella tecnica con pazienti adolescenti

 

 Abstract

Il lavoro si propone di affrontare alcuni aspetti centrali del trattamento psicoanalitico degli adolescenti, sia in relazione al settino ed alle variazioni che possono rendersi necessarie, sia in relazione agli obiettivi del lavoro terapeutico, sia per quanto riguarda la gestione dei movimenti transferali e delle risposte controtransferali dell’analista. I temi vengono discussi alla luce di materiale clinico.

Giovedì 20 MAGGIO ore 21:15-23:15*

Luca Calderoni (Modena):

Dis-orienta-menti: tra Mito, Arte e Pensiero: un'esperienza per il Futuro (a partire da Bion)

abstract

 

 

Questo lavoro ha trovato una iniziale ispirazione in quel romanzo psicoanaliticamente orientato, scritto da Bion negli ultimi anni della sua vita, che è, Memoria del Futuro.

Sempre da Bion sappiamo quanto <emozioni e verità> siano il nutrimento della nostra vita interiore, della nostra, sempre in crisi ed ‘oscillatoria’, sanità mentale e quanto il paradosso ed un certo disorientamento del pensiero, che non scivoli nella deriva patologica, sia apportatore di processi creativi e quanto questi coinvolgano anche la coppia analitica.

Sappiamo, inoltre, quanto queste esperienze taglino trasversalmente più linguaggi, non solo quello della ‘psicologia’, ma anche quelli più prossimi della Poesia e dell’Arte.

Riteniamo quindi che, non fermarsi ai fatti e precipitare evidenze, non abbandonarsi al 'senso comune', ma lasciarsi andare alle proprie speculazioni, pensieri, fantasie e probabilità, sia un impegno ineludibile. Fare tutto ciò non significa, infatti, organizzare colonie di sapere, ma anzi, rendersi disponibili ad essere colonizzati da un sapere sempre in divenire, senza risposte fisse, partecipare ad un problema sempre aperto. Essere più orientati sull’enigma piuttosto che sulla sua soluzione; lasciare prevalere uno stato di sospensione del giudizio, dell’attesa, con il conseguente sviluppo di un pensiero costantemente aperto.

Sono questi i temi che, asintoticamente, si tenta di avvicinare in questo scritto, attraverso suggestioni che si avvalgono dell'uso del mito (in particolare quello dell'India antica) e dell'esperienza artistica. Si cercherà inoltre di evidenziarne l'utilizzo nella clinica.

 

 

Giovedì 10 MAGGIO ore 21:15-23:15*

Cinzia Carnevali (Rimini):

Regressione analitica ed “empatia nucleare”: scambio empatico tra i nuclei profondi del sé di paziente ed analista

Abstract

 

Il lavoro affronta il problema del trattamento psicoanalitico di pazienti gravi, soprattutto borderline o con tratti psicotici, facendo riferimento alla esperienza di una profonda regressione che può insorgere nella seduta analitica e coinvolgere non solo il paziente ma anche l’analista; condizione regressiva che può facilitare sia il contatto empatico, legato soprattutto alla componente sensoriale,  con funzionamenti mentali arcaici del paziente sia la loro progressiva trasformazione in contenuti psichici progressivamente rappresentabili.

Giovedì 24  giugno

Sabato 16  OTTOBRE 10:30-13:30*

Incontro intercentri con i veneti a Bologna:

Alberto Semi (Venezia):

Percezione e trauma: un rapporto complicato

Giovedì 28 OTTOBRE ore 21:15-23:15*

Sabrina Mosca (Bologna):

Una seduta con Bianca

 

Giovedì 11 NOVEMBRE ore 21:15-23:15*

Nicolino Rossi (Bologna):

Progetti trasformativi e fantasie di rinnovamento nelle crisi coniugali

Abstract

 

Il lavoro si propone di affrontare le origini dei conflitti di coppia e gli ostacoli inconsci che  impediscono una loro più adeguata elaborazione ed il passaggio a più soddisfacenti modalità relazionali.  Il tema dei condizionamenti inconsci della dinamica di coppia viene approfondito attraverso la presentazione di rilievi clinici effettuati nel corso di trattamenti psicoterapeutici di coppia e di materiale cinematografico.

 

Giovedì 25 NOVEMBRE ore 21:15-23:15*

 Marco Mastella (Ferrara)

Sogni e disegni individuali e di gruppo sull'enigma dell'anoressia, filtrati col controtransfert.

Abstract

 

Vengono illustrate le prime due fasi della terapia di un caso grave di anoressia apparentemente insorta in concomitanza con l’imminente sviluppo puberale: una prima fase di lavoro col gruppo familiare (separatamente ed insieme); una seconda fase con l’avvio di una psicoterapia individuale ed un aiuto parallelo ai due genitori.

Vengono individuate, attraverso sogni e disegni, alcune delle fantasie e individuali e i relativi intrecci in una serie di dinamiche proiettivo-identificatorie che rendono particolarmente delicato il riconoscimento e il rispetto dei confini individuali, nonché l’elaborazione, da parte di ciascuno dei membri della famiglia, dei processi di separazione-individuazione.

Vengono riportate infine considerazioni teoriche generali, relative alle metodologia terapeutica e alle ipotesi psicodinamiche che posso “spiegare” la complessità dei processi psicopatologici individuali e di gruppo.

 

Sabato 11 DICEMBRE ore 21:15-23:15*

Intercentro Tosco-Emiliano a Bologna

 

Maria Ponsi (Firenze):

Metafore e processi metaforici nella psicoanalisi clinica

 

Abstract

Il ricorso al pensiero metaforico è onnipresente in psicoanalisi, tanto sul piano della concettualizzazione e costruzione teorica che in quello della pratica clinica.

Se si adotta una concezione estesa della metafora, se cioè non la si considera solo come una figura linguistica, ma se la si riconosce come parte fondamentale dell’attività cognitiva, risulterà evidente che i processi che stanno alla base della comunicazione e dell’interpretazione del significato inconscio sono essenzialmente metaforici.

Mentre il paziente fa un uso prevalentemente inconsapevole dei processi metaforici, l’analista, il cui compito è innanzi tutto di riconoscerli, ne fa un uso consapevole nelle sue formulazioni interpretative.

 

 

 

 

 

Milano, 13.01-9.06.2010 "PASSIONI D’AMORE. L’AMORE E LE SUE VICISSITUDINI NEL CORSO DELLA TERAPIA PSICOANALITICA" (S. DIENA - S2010); Sede: CENTRO MILANESE DI PSICOANALISI CESARE MUSATTI ; Info: biblio.cmp@faswebnet.it ; Fees= euro 290,00

Passioni d’amore. L’amore e le sue vicissitudini nel corso della terapia psicoanalitica

 (S. Diena - S2010)

                                               

PROGRAMMA

 

Giornata 1:  13 gennaio 2010

 

Titolo: Passioni d’amore. L’amore e le sue vicissitudini nel corso della terapia psicoanalitica

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente:  Diena

 

Ore: 23.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Diena

 

***


Giornata 2: 
10 febbraio 2010


Titolo
: Passioni d’amore. L’amore e le sue vicissitudini nel corso della terapia psicoanalitica

 

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente:
Diena

 

Ore: 22.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Diena

 

***

 

Giornata 3:  10 marzo 2010

 

Titolo: Passioni d’amore. L’amore e le sue vicissitudini nel corso della terapia psicoanalitica

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente: Diena

 

Ore: 22.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Diena

 

***

 

 

Giornata 4:  14 aprile 2010

 

Titolo: Passioni d’amore. L’amore e le sue vicissitudini nel corso della terapia psicoanalitica

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente: Diena

 

Ore: 22.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Diena

 

 

***

 

Giornata 5:  12 maggio 2010

 

Titolo: Passioni d’amore. L’amore e le sue vicissitudini nel corso della terapia psicoanalitica

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente: Diena

 

Ore: 22.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Diena

 

***

 

Giornata 6:  9 giugno 2010

 

Titolo: Passioni d’amore. L’amore e le sue vicissitudini nel corso della terapia psicoanalitica

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docente: Diena

 

Ore: 22.30-23.30
Tipo: F - Presentazione di problemi o di casi clinici in seduta plenaria (non a piccoli a gruppi)
Docente: Diena

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00.

***

 

 

 

ABSTRACT DEL CICLO DI SEMINARI:

Scopo di questo ciclo di seminari è sviluppare una riflessione specifica sulle passioni d’amore e sul multiforme destino che tali vicende presentano nel corso di una terapia analitica.

Le radici dell’amore sono presenti nella prima infanzia, ma le esperienze infantili primitive, da sole, non sono sufficienti a spiegare le complesse e infinite vicende che la passione amorosa incontra e sviluppa nel corso della vita. L’amore gioca un ruolo centrale nella formazione dell’idealizzazione, e nello sviluppo dell’illusione e della delusione, ma si modifica nel tempo, attraverso l’evoluzione dell’individuo e della società.

Nel mio lavoro di psicoanalista mi sono spesso trovata  a seguire l’evoluzione degli investimenti amorosi dei pazienti, e il destino delle illusioni e delle delusioni ad essi connessi, e mi è sembrato interessante provare ad offrire un contributo alla comprensione psicoanalitica delle vicissitudini dell’amore, con riferimento ad alcuni contributi teorici specifici:

a)      Freud e la sua continua preoccupazione per la relazione tra sessualità ed amore, e alle coppie di opposti sensualità/tenerezza, scelta d’oggetto/scelta narcisistica, amore/odio, Eros/Thanatos.

b)      Balint e la sua teorizzazione dell’amore primario, contrapposto al narcisismo primitivo.

c)      Melanie Klein e la sua enfasi sul predominio della distruttività nei primi anni di vita.

d)      Bion e la sua introduzione della conoscenza come elemento di equilibrio tra l’odio e l’amore.

e)      Winnicott ed il suo rifiuto della concetto di pulsione di morte, che propone di sostituire con “amore implacabile” (ruthless love)

f)        Bowlby e la teoria dell’attachment.

Nel corso dei seminari oltre a commentare i riferimenti teorici sopraccitati, vorrei descrivere alcune situazioni cliniche, a mio avviso, di riscontro abbastanza comune e di possibile interesse generale:

1) l'amore impossibile

2) l'insopportabilità dell'abbandono

3) l'amore per la persona dell'analista

4) l'amore/odio materno

5) l'amore in età avanzata

 

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Milano, 14.01-10.06.2010 "ETEROGENEITÀ DEI MODELLI CONCETTUALI IN PSICOANALISI: TEORIE DELLA MENTE E METODOLOGIE CLINICHE" (CMP, 2010-1); Sede:  CENTRO MILANESE DI PSICOANALISI CESARE MUSATTI ; Info: biblio.cmp@faswebnet.it ; Fees= euro 300,00.

Eterogeneità  dei modelli concettuali in psicoanalisi: teorie della mente e metodologie cliniche (CMP, 2010-1)

 

PROGRAMMA E ABSTRACT:

 

DATA:  14 gennaio 2010 – giovedì (1)
Titolo:
Il giovane adulto e i nuovi scenari per il transfert

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo:
B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti
: Francesco Mancuso

 

Abstract: 

L’autore interroga il patrimonio teorico offerto dalla psicoanalisi per fornire una ipotesi sulle manifestazioni cliniche dell’adolescente che possono rendere difficoltoso o, addirittura, impedire il passaggio alla dimensione adulta.

Per introdursi nell’età adulta e prepararsi alle nuove esperienze di cambiamento l’ancora adolescente dovrà provvedere ad armonizzare ed articolare le tre dimensioni finora attraversate: le ricche qualità infantili, le opportunità offerte dalla latenza e le spettacolari esperienze adolescenziali.

Pur sottolineando l’importanza del patrimonio adolescenziale, l’autore intende focalizzare l’attenzione sui lavori di ristrutturazione della psiche determinanti per procedere oltre.

Il lavoro del lutto che compete all’Io, insieme all’articolato dialogo tra Ideale e Super-Io cui esso fa da sfondo, avvengono lungo il processo adolescenziale. Le conformazioni che tali istanze  assumono, segnano  la  “graduale estinzione” del processo adolescenziale, o meglio il suo graduale integrarsi nello sviluppo.

Se ciò non avviene più che un perdurante stato adolescenziale si dovrebbe  parlare di fallimento dei processi adolescenziali nel senso che essi hanno provocato una crisi senza provvedere a procurare delle valide soluzioni. Normalmente l’adolescente è equipaggiato sia nel sollevare crisi ma anche a offrirsi delle soluzioni.

Il passaggio all’età adulta può, dunque, intendersi come il passaggio dalla condizione schizo-paranoide dell’adolescenza a quella depressiva dell’età adulta. In questo passaggio le spinte integrative generalmente prevalgono su quelle tendenti a mantenere attive più alternative per il sé e la sua identità o individuazione.

Il GA per aspirare all’autonomia  si dovrebbe ri/appropriare delle funzioni genitoriali precedentemente fisiologicamente rifiutate e confrontarsi con la totalità della figura parentale, compresa la dimensione edipica.

Il titolo di questo contributo è inteso nella sua doppia valenza : intersoggettiva (che tiene conto degli scenari esterni) e intrapsichica (riferendomi alla tendenza dei movimenti emotivi interni a portarsi e appoggiarsi all’esterno).  Il transfert non va inteso solo come un movimento centrifugo verso l’esterno. Il soggetto nel transfert introietta un oggetto preso dallo scenario esterno. E’ l’entrata di questo nuovo oggetto che perturba, ma che ha anche un potenziale trasformativo degli equilibri interni.

In definitiva i nuovi luoghi che i giovani sono chiamati a frequentare (università, primo lavoro...) se da una parte riaprono il gioco psichico, in precedenza parzialmente impedito dal prevalere delle valenze narcisistiche, dall’altra fanno da scenario, da stimolo e quasi offrono (oppure impongono) la riapertura di quei siti carichi di fantasmi, desideri e angosce infantili. In questi nuovi scenari, e nel pieno rispetto del circuito transferale, i giovani si confronteranno con l’immagine che di loro hanno i nuovi personaggi.

Dopo tanti giri, l’autore  conduce sulla scena del crocevia dove, certamente, se si aspetta, avverrà l’incontro. I protagonisti sono: la realtà esterna e il Giovane Adulto. Infinite sono le variabili e le soluzioni di questo incontro; brevemente, l’autore ne presenta qualcuna.

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: : Giovanni Foresti

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00


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DATA: 21 gennaio 2010
– giovedì (2)
Titolo:
Unicità ed irripetibilità della persona umana ed essenzialità della relatio ad alteros per la sopravvivenza dell'individuo


Ore
: 21.00-22.30

Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato

Docenti: Piero Schlesinger

 

Abstract:

Da un lato ci si deve chiedere in che senso la persona umana - ciascun individuo - costituisce (a generale avviso delle scienze neurocognitive) una entità "unica ed irripetibile", sebbene mutevole, sia fisicamente (dal feto alla crescita ed alla maturità) sia psicologicamente e spiritualmente; e dall'altro lato perché il bimbo abbandonato non potrebbe sopravvivere senza un caregiver e, più latamente, ogni singolo non tanto è vocato alla vita quanto al cum-vivere in societate, aperto ad ogni pluralismo comunicativo e compartecitativo.

 

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Dina Vallino

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00


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DATA: 28 gennaio 2010 - giovedì (3)

Titolo: Il metodo dell’analisi onirica come bussola per l’intervento in diversi contesti: individuali, gruppali, istituzionali

 

Ore: 21.00-22.30

Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Renato de Polo


Abstract
:

Da diversi anni, sia pur avendo come mia attività prevalente la psicoanalisi clinica e la psicoterapia psicoanalitica, ho sviluppato studi e attività nell'ambito dell'analisi di gruppo, della formazione e dell'analisi istituzionale arrivando a conclusioni di cui vorrei rendere partecipi i colleghi. In primo luogo mi sono reso conto che la  formazione psicoanalitica aveva sviluppato una modalità di approccio ai diversi problemi relazionali differente rispetto a colleghi che si ispiravano a modelli teorici diversi, e non solo, come ovvio, nella terapia ma anche in contesti decisamente lontani da quelli clinici, tradizionalmente oggetto della psicoanalisi. Mi sono allora domandato che cosa ci fosse di comune in questa "differenza" che appariva in diversi luoghi della mia vita professionale. In altri termini: esistevano delle "costanti psicoanalitiche" che si manifestavano nelle mie diverse attività? 

Rispondere a questa domanda ha comportato un lungo percorso di pensiero che è diventato più facile quando ho osservato che l'analisi del sogno freudiana è stata importante non solo e non tanto per dare un senso ai sogni, ma anche e particolarmente per dare un senso a fenomeni umani e relazionali dotati di una specifica e sofferta incomprensibilità. Le costanti dell'analisi del sogno, sia come unità di significazione affettiva, direbbe Fornari, sia come assetto mentale e procedurale dell'analista si sono rivelate sempre più chiaramente quelle costanti che andavo cercando.

Bion e Fornari in particolare,ma anche Kaes, sono stati i miei interlocutori privilegiati in un percorso che ha comportato modifiche nell'impianto freudiano originario.

L'apparato di pensiero, qui sommariamente indicato, e che si propone nella linea di sviluppo di classiche teorie, mi è risultato ben adattabile, con le opportune varianti, sia a contesti clinici multipersonali che non terapeutici.

Cercherò di dimostrarlo, se me ne sarà data l'opportunità, utilizzando qualche breve ma significativa documentazione riguardanti  interventi in diversi contesti.

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Sandro Panizza

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

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DATA: 4 febbraio 2010 - giovedì (4)

Titolo: Le origini della teoria relazionale nel contributo di Sandor Ferenczi; riflettendo su  mutualità , asimmetria e simmetria nel lavoro clinico

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Cristiano Rocchi


Abstract
:

Il lavoro si propone di approfondire alcuni aspetti della delicata questione della asimmetria nella teoria e prassi psicoanalitiche, rispetto a coordinate spaziali, psicologiche e temporali. L’autore delinea le differenze tra mutualità e simmetria,  rivisitando anche il concetto di simmetria di Matte Blanco,segnalando tra l’altro l’esistenza di mutui bisogni di regolazione nella relazione tra paziente ed analista ed osservando quanto anche la produzione dei “dati” sia mutua. Le origini  di queste concettualizzazioni  vengono fatte risalire in buona parte a considerazioni che Sandor Ferenczi fece a più riprese nei suoi scritti, a partire da alcune pagine del   Diario Clinico, scritto dal Gennaio all’Ottobre del ’32 ed interrotto a pochi mesi dalla sua morte.

L’autore termina col resoconto di una supervisione in cui sono messi in rilievo i concetti di esperienza soggettiva dell’analista e del paziente e  viene analizzato l’uso della self-disclosure.

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Giovanni Foresti

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

 

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DATA: 25 febbraio 2010 – giovedì (5)
Titolo:
Alcune note sul complesso fraterno:fantasie sul fraterno, transgenerazionale, spazio d’appartenenza

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Ronny Jaffè

 

Abstract:

Intendo trattare il tema del fraterno come struttura inconscia, fantasmatica, immaginaria, come struttura che può essere presente in ognuno: “indipendentemente dalla presenza di fratelli reali, ogni figlio ha fratelli immaginari nella figura del doppio,” sostiene Kanciper (9). Sulla stessa linea si pone Kaes quando afferma che il complesso fraterno può essere definito come un insieme organizzato di rappresentazioni e di investimenti inconsci.

Iil complesso fraterno è quindi un elemento strutturante della vita psichica accanto al narcisismo e al complesso edipico e, articolandosi con queste due strutture, ha una sua specificità, consistenza e dinamica propria.

Fraterno ed asse transgenerazionale

Il complesso fraterno  si inserisce anche nell’asse transgenerazionale (30) e fraintendimenti nella realtà familiare sono anche da ascriversi a veicoli inconsci che si trasmettono nelle generazioni successive attraverso quello che Kanciper definisce per esempio la memoria del rancore (30).  Nelle identificazioni rivendicative alienanti (Faimberg) il soggetto si sottomette a rancori e conseguenti rimorsi, che si sono sedimentati nelle segrete storie delle generazioni precedenti. Tali identificazioni inconsce significano che i figli-fratelli sono sottomessi ad adattamenti alienanti cui gli stessi genitori si sottomettono in modo alienante. Questo implica che lo spazio mentale dei genitori è ingombro dalle vicende esplicite ed implicite delle generazioni passate rendendo problematico, a seconda delle varie situazioni, la costruzione di un posto in cui ogni bambino-fratello possa sviluppare la propria identità che può venire occupata da un’alterità perturbante e che può trovare per esempio realizzazione psichica nel fratello immaginario o nel fratello reale, o nell’incontro con il gruppo dei pari.

 Fraterno e spazio

Se noi pensiamo allo spazio non banalmente ad un pezzo di terra o di proprietà  ma allo “spazio che c’è tra individui  che formano un gruppo, cioè individui legati l’uno all’altro (ma al tempo stesso separati e protetti) da molte cose che hanno in comune” Neri) questo ci consente di pensare allo spazio secondo un particolare vertice. Lo spazio si embrica con un  sentimento di appartenenza” ed è questo  elemento di appartenenza che consente il passaggio da fantasie e sentimenti fratricidi da una parte e arroccamenti narcisistici dall’altra, ad un senso di coabitazione autonoma e fraterna.

Lo spazio in cui si può appartenere trova inevitabili embricazioni con il posto che i genitori posso creare per i figli.

In modo più circostanziato la mente di un  madre desiderante un bambino può favorirgli  un luogo di identità e di sviluppo accanto ad altri luoghi. Questa apertura è resa maggiormente possibile da figura di padre, discretamente  presente e capace di farsi introiettare nella mente della madre; Il padre può assumere  la funzione di farsi carico delle  proiezioni e delle ansie materne per consentire alla madre di affacciarsi verso un nuovo bambino con una mente sufficientemente sgombra. La specifica relazione duale madre bambino, accompagnata dalla viva ombra paterna consente la creazione di uno spazio di appartenenza dentro cui possono coabitare  fratelli reali ed immaginari.

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Gabriella Giustino

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

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DATA:
4 marzo 2010 giovedì (6)
Titolo: Il transfert erotico: sogno o delirio?

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Franco De Masi


Abstract:

Il transfert erotico viene a collocarsi all’interno di due estremi: può prendere l’avvio da immaginazioni positive necessarie  a costruire nuove realtà condivise, oppure trarre alimento da falsificazioni e distorsioni, cioè dalla dissociazione  dalla realtà psichica.

Nel primo caso il transfert erotico esprime la capacità di sognare la relazione affettiva  e per questo Freud ne valorizzava l’aspetto  trasformativo come “forza propulsiva al mutamento”.  Nel secondo caso il transfert erotico equivale a una fuga dalla realtà psichica e può insensibilmente trasformarsi in un delirio vero e proprio. All’interno di questo molteplice e variegato spettro l’analista deve sapersi collocare per dare la giusta risposta, distinguendo gli elementi di sviluppo da quelli involutivi, per portare stabilmente il paziente  nella sfera  della relazione emotiva e della crescita mentale.

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Michele Bezoari

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

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DATA11 marzo 2010 - giovedì (7)
Titolo: Vicissitudini delle identità e formazione del senso di sè

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Lucio Russo


Abstract:

Viene descritta la parabola identitaria nella formazione del senso di sé, che ha il suo punto di partenza nel corpo frammentato dell’infante inerme, il suo punto mediano nella “funzione-specchio” della madre ed il suo punto d’arrivo nelle identificazioni  secondarie parziali con i vari personaggi della “ cerchia di riconoscimento “ sociale.

Ciascuno di questi punti, momento della parabola identitaria  viene indagato attraverso il  confronto  interlinguistico tra i maggiori psicoanalisti

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Giovanni Foresti

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

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DATA: 8 aprile 2010 - giovedì (8)
Titolo:
Il formarsi della relazione d’oggetto secondo Fairbairn

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Licia Reatto

Abstract:

Negli sviluppi recenti delle teorie psicoanalitiche si è andata accrescendo l’attenzione al formarsi delle relazioni oggettuali nell’organizzazione psichica del soggetto. Il seminario intende proporre un approfondimento delle teorie di W. R. Fairbairn, autore che ha dato un’importanza centrale allo sviluppo delle relazioni oggettuali nella formazione dell’Io, anteriormente a Kohut, ponendo il concetto di libido come ricerca dell’oggetto in sostituzione di quello freudiano di libido come ricerca del piacere. Il modo in cui si formano ed evolvono le relazioni oggettuali è considerato all’origine degli sviluppi psicopatologici nel disagio psichico. Alla luce di questi studi, l’autore rivede il concetto di rimozione, rilevando l’importanza dei processi schizoidi nel formarsi del disagio psichico, che considera caratterizzare anche le forme isteriche, come espressione di stati non integrati. Attraverso l’interessante concetto di io antilibidico, e l’immagine del sabotatore interno, ha sviluppato una posizione che si diversifica da quella di M. Klein, pur utilizzandone il concetto di interiorizzazione degli oggetti, già per Freud all’origine del Superio. Gli autori sembrano riferirsi a due momenti diversi: Klein all’uso del processo schizoide in rapporto all’aggressività primaria, Fairbairn invece al suo formarsi come difesa dalla disintegrazione. Ne consegue che il concetto di costruzione viene valorizzato rispetto a quello di rappresentazione.

Verrà considerato il valore di queste teorizzazioni oggi in rapporto alla tecnica e alle evoluzioni successive del pensiero psicoanalitico, con particolare riferimento a quanto gli studi evolutivi hanno potuto evidenziare.

Spunti clinici correderanno la presentazione teorica.

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Sandro Panizza

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

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DATA: 15 aprile 2010 – giovedì (9)
Titolo:
L'interpretazione psicoanalitica tra  significazione del fantasma e espansione  dell'esperienza soggettiva.

 

Ore: 21,00 - 22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Sarantis Thanopulos

Abstract:

L'interpretazione psicoanalitica si è sviluppata storicamente sulla decodificazione del fantasma (la deformazione della coscienza prodotta nei punti della sua infiltrazione da parte di un desiderio inconscio) e il suo dispiegamento in un senso logico. L'interpretazione del fantasma mantiene ancora oggi la sua centralità nella relazione analitica perché gli analisti devono tenere conto nel loro lavoro dell'esigenza dei loro pazienti di poter essere in grado di nominare e significare il loro desiderio. Tuttavia, gli analisti si trovano sempre di più nella necessità di far fronte, accanto alla domanda di significazione del desiderio, anche a una domanda di sostegno della soggettività dei loro pazienti, spesso prioritaria e pressante. Questo cambia il significato dell'interpretazione analitica estendendo la sua azione nel campo dell'espansione dell'esperienza soggettiva. Qui l'interpretazione non significa l'esperienza dell'analizzando, ma riflette l'emergere di nuove forme della sua soggettività precedentemente represse.

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Gabriella Giustino

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

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DATA: 22 aprile 2010 – giovedì (10)
Titolo:
Ma Bion era bioniano?

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Grotstein

Abstract:

L’autore è stato in analisi con Bion ed è uno studioso del nesso che intercorre fra la teoria e la tecnica in psicoanalisi. Nelle sua relazione cercherà di ricostruire la storia dell’approccio bioniano alla clinica e delineerà il modello della tecnica bioniana, per come la possiamo immaginare a partire dai suoi scritti. Attingendo alla sua esperienza personale, che è già stata descritta in molti suoi libri, l’autore tenterà una teorizzazione complessiva sul tema che è stato invitato a trattare. Come si impiegano clinicamente, come si differenziano e come si integrano i modelli teorico-tecnici della psicoanalisi?

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Giovanni Foresti

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

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DATA: 13 maggio 2010 – giovedì (11)
Titolo: La dissolvenza dell'idealizzazione: un cammino accidentato

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Sandro Panizza

Abstract:

L'idealizzazione è guardata nel momento della dissolvenza, sia nelle analisi terapeutiche che didattiche. La tesi sostenuta è che  l'idealizzazione costituisca un positivo investimento narcisistico  dell'analista, da parte del paziente.

La dissolvenza dell'idealizzazione, coerentemente, comporta una  restituzione al paziente dei suoi talenti narcisistici, come legittimo  proprietario: tale modalità si contrappone ad un accanimento  interpretativo dell'idealizzazione come difesa, e ad un ritorno  luttuoso all'esame di realtà.

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Claudio Cassardo

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

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DATA: 20 maggio 2010 – giovedì (12)
Titolo: Metanalisi: i modelli psicoanalitici tra normalità e patologia

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Mauro Manica

Abstract:

Questo lavoro prende le mosse dall’affermazione di Freud del 1917 che il transfert e la resistenza costituiscono la “chiave di volta” del metodo e del trattamento analitico.

L’autore  - proponendo di applicare la teoria della psicoanalisi agli stessi modelli psicoanalitici (metanalisi) e ricorrendo a vignette cliniche -  suggerisce di assumere l’esistenza di ‘invarianti’ della teoria psicoanalitica (il transfert, la resistenza, il loro cotè controtransferale; la dimensione dialogica dell’incontro, anche se fatto di silenzi o di azioni) sulle quali tutti gli appartenenti alla comunità scientifica della psicoanalisi possono trovarsi d’accordo, riconoscendone l’origine nell’interazione tra paziente e analista così come si svolge nella stanza di consultazione.

L’autore sottolinea poi come possa esistere un insieme di modelli inevitabilmente ‘variabili’, capaci di far emergere delle configurazioni significanti, e in continua evoluzione, attraverso la mediazione di metafore insature che distinguono le diverse scuole psicoanalitiche.

L’idea centrale del lavoro non è però costituita dalla necessità di definire se esistano “una” o “molte” psicoanalisi. E’ inevitabile che, all’interno di quelle invarianti che fondano il sapere psicoanalitico, sorga una molteplicità di modelli: al limite, tanti modelli quante sono le coppie analitiche in grado di pensarli e sognarli.

La questione essenziale sembra essere costituita dalla necessità di comprendere come nasca una teoria (e le sue metafore) nel campo psicoanalitico. Se sia cioè il prodotto creativo dell’incontro tra paziente e analista o, al contrario, se non si tratti del ‘sintomo’ del fallimento di quell’incontro.

 

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Giovanni Foresti

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

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DATA: 10 giugno 2010 –  giovedì (13)
Titolo:
L'invenzione della verità tra infanzia e adolescenza

 

Ore: 21.00-22.30
Tipo: B - Serie di relazioni su tema preordinato
Docenti: Giuseppe Pellizzari

Abstract:

La nozione di verità si problematizza nel passaggio dall'infanzia all'adolescenza. Se prima si basava sulla fiducia nell'autorità dei genitori vissuti come depositari della verità, con l'adolescenza deve trovare basi nuove ed incerte, che di fatto pongono il problema di cosa intendiamo per "verità". Il relativismo che finisce per svuotarla di senso e il dogmatismo che la assolutizza si rispecchiano simmetricamente. Il disagio dell'adolescente rappresenta un modello naturale che illumina la nozione di verità come tensione e ricerca e non come "cosa". La verità non può essere che "finzione", vale a dire lavoro di modellamento del mondo nella

consapevolezza della sua inesauribilità. Lavoro sempre relativo e parziale, espressione di una tensione affettiva prima ancora che cognitiva verso l'altro, che è proprio nella sua irraggiungibilità che esprime quella sfida e quell'invito che spinge l'adolescente verso una ricerca che continuerà per tutta la vita.

 

Ore: 22.30-23.30

Tipo: D - Confronto/dibattito tra pubblico ed esperto/i guidato da un conduttore ("l'esperto risponde")

Discussant: Gabriella Giustino

 

Abstract: Dibattito intorno agli argomenti trattati nella relazione precedente

 

Ore: 23.30-24.00

Alle 23.30 distribuzione questionario di valutazione apprendimento ai partecipanti, che dovranno compilarlo e restituirlo entro le 24.00

 

 

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Eventi ECM PRIMO SEMESTRE 2010 già accreditati:

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   

 

Eventi ECM provenienti da fonti  diverse da ECM-Sanità:

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI URBINO

“Carlo Bo”

Facoltà di Scienze della Formazione

 Anno Accademico 2009-2010

 

Corso di Perfezionamento Universitario

con acquisizione di crediti formativi universitari

 BORDERLAND

 Trauma e emozioni borderline

 Direttore del Corso

 

Prof. Mario Rossi Monti

 

Professore Ordinario di Psicologia Clinica

 

________________

 

 

Prof. Giovanni Stanghellini

Dr. Antonello Correale

Dr.ssa Benedetta Guerrini Degl’Innocenti

Dr. Gilberto Di Petta

Dr. Egidio Bove

Prof. Cristian Muscelli

 

 La frequenza al Corso permette

l’esclusione dall’obbligo di formazione ECM per l’anno 2010

 

 

Presentazione

Il Corso intende fornire una formazione specifica su temi di carattere teorico e clinico, direttamente attinenti all’esperienza di rapporto con pazienti affetti da Disturbi di Personalità. L’attenzione sarà centrata sul Disturbo Borderline di Personalità per almeno due motivi: in primo luogo è il disturbo più frequentemente diagnosticato; in secondo luogo è il disturbo che mette più a dura prova la “tenuta” del clinico e del gruppo di lavoro, proprio per la rilevanza delle emozioni messe in gioco.

A partire da una messa a punto dei riferimenti teorici e concettuali, il Corso intende reintrodurre in questo ambito clinico le conoscenze psicopatologiche, sia nella loro declinazione fenomenologica sia nella loro declinazione psicoanalitica, come strumento di orientamento del progetto terapeutico. L’attenzione agli aspetti descrittivi e comportamentali, tipica dell’attuale nosografia (DSM-IV-TR), si è rivelata, infatti, del tutto insufficiente nell’approccio clinico. Per lavorare con i pazienti borderline è necessario viceversa recuperare una dimensione teoretica, negata dall’attuale nosografia “ateoretica”.

Al centro dei sei incontri del Corso si collocano due grandi temi: il trauma e le emozioni tipiche del paziente borderline.

Il trauma verrà indagato da una duplice prospettiva: una prospettiva storica e teorica seconda la quale il trauma occupa un posto importante nella catena di eventi che porta alla psicopatologia borderline; una prospettiva clinica che recupera l’attualità del trauma nelle relazioni che i pazienti borderline intrattengono con gli altri, a partire dalla stessa relazione terapeutica.

Le emozioni borderline sono parte delle relazioni spesso turbolente che i più gravi pazienti dell’area borderline intrattengono con gli altri: disforia, rabbia, vergogna, senso di vuoto, “depressione”. Emozioni che vengono spesso modulate o potenziate dall’azione delle moderne droghe a cui questi pazienti fanno spesso ricorso.

 

Obiettivi

Il Corso intende prendere in esame, dopo una prima parte introduttiva sui modelli teorici e concettuali di riferimento (la psicopatologia fenomenologica e la psicopatologia dinamica), una serie di tematiche e problemi che affiorano con grande frequenza (e spesso con drammaticità) nella relazione con pazienti con Disturbi di Personalità. L’obiettivo è quello di fornire al clinico uno sfondo teorico-clinico che gli consenta di comprendere ciò che accade senza esserne travolto e di  disporre di strumenti conoscitivi che gli impediscano di rimanere intrappolato in quelle “trappole dicotomiche” tipiche del funzionamento borderline.

 

Destinatari

Al Corso sono ammessi i laureandi/ti in Psicologia, Psicologi, Psicoterapeuti, laureandi/ti in Medicina e Chirurgia, Medici Chirurghi e Odontoiatri che svolgano attività istituzionale o autonoma. I laureandi ammessi al Perfezionamento dovranno conseguire il titolo entro l’a.a. 2008-2009. Sono ammessi anche i laureati all'estero previa equipollenza del titolo ai soli fini dell'iscrizione al Corso.

I posti disponibili sono complessivamente 40 (minimo 15). Ai fini della definizione della graduatoria di ammissione – se le richieste superano la disponibilità prevista – si terrà conto del voto finale di laurea e dell’esito di una prova culturale le cui modalità saranno stabilite dal Consiglio del Corso.

 

Durata e calendario

Il Corso prevede una durata di 60 ore di lezione, articolate in 6 moduli di due giorni ciascuno, da gennaio a giugno 2010. Le lezioni saranno concentrate il sabato pomeriggio (h 15/20) e la domenica mattina (h 9/14). L’obbligo di frequenza è pari ai 2/3 delle ore complessive.

 

Temi e calendario

23-24 gennaio 2010 – ATTEGGIAMENTO FENOMENOLOGICO E ATTEGGIAMENTO PSICOANALITICO

Mario Rossi Monti - Giovanni Stanghellini

 

20-21 febbraio 2010 – ARCHEOLOGIA DEL TRAUMA

Mario Rossi Monti - Giovanni Stanghellini

 

20-21 marzo 2010 – COSCIENZA, IDENTITÀ, SCISSIONE

Egidio Bove - Cristian Muscelli

 

17-18 aprile 2010 – LE EMOZIONI BORDERLINE: LA PERSONA TRA UMORI ED AFFETTI

Benedetta Guerrini Degl’Innocenti - Mario Rossi Monti - Giovanni Stanghellini

 

8-9 maggio 2010 – DISFORIA, RABBIA, VERGOGNA: EMOZIONI E SOSTANZE

Gilberto Di Petta - Mario Rossi Monti - Giovanni Stanghellini

 

12-13 giugno 2010 – TRAUMA E NARRAZIONE

Antonello Correale - Mario Rossi Monti - Giovanni Stanghellini

 

Oltre agli approfondimenti teorici, molte delle lezioni prevedono anche la presentazione di casi clinici, nella discussione dei quali sarà incoraggiata la partecipazione degli iscritti al corso.

A conclusione del Corso è necessario predisporre un lavoro di approfondimento su un argomento concordato con il Direttore del Corso.

 

Materie e crediti universitari

Il corso prevede il riconoscimento di 10 crediti formativi universitari (CFU) così articolati:

 

ü   2 CFU:   Psicologia Clinica

ü   1 CFU:   Psichiatria

ü   1 CFU:   Psicopatologia Generale

ü   1 CFU:   Psicologia Dinamica

ü   2 CFU:   Discussione Casi Clinici

ü   3 CFU:   Elaborato Finale

 

L’attestato verrà rilasciato a coloro che avranno conseguito i 10 crediti previsti.

 

Docenti

Prof. Mario Rossi Monti – Professore Ordinario di Psicologia Clinica, Università di Urbino, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI).

 

Prof. Giovanni Stanghellini Professore Associato di Psicologia Dinamica, Università di Chieti, Presidente Sezione Psichiatria e Filosofia, Associazione Europea di Psichiatria.

 

Dr. Antonello Correale – Primario Psichiatra (Roma), Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI).

 

Dr.ssa Benedetta Guerrini Degl’Innocenti – Psichiatra, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI).

 

Dr. Gilberto Di Petta – Specialista in Neuropsichiatria, Resp.le U.O. Doppia Diagnosi, Centro Diurno “Giano” Area Dipendenze Patologiche ASL NA 3.

 

Dr. Egidio Bove Dottore di Ricerca in Scienze Psicologiche, Professore a Contratto, Università di Urbino.

 

Prof. Cristian Muscelli – Professore Aggiunto, Università New Hampshire.

 

Crediti ECM

Coloro che frequentano un corso di perfezionamento universitario possono essere "esclusi dall'obbligo di formazione ECM in quanto formazione post base propria della categoria professionale di appartenenza" (www.ministerosalute.it).

 

Informazioni logistiche

Urbino è collegata da un servizio di pullman con la stazione ferroviaria di Pesaro e di Fossato di Vico (linea Roma-Ancona). Essendo una città universitaria offre diverse soluzioni logistiche; i partecipanti potranno anche pernottare a condizioni agevolate presso alberghi o collegi universitari convenzionati.

Il Corso si svolgerà presso il Dipartimento di Psicologia e del Territorio - sede di Via Ubaldini, 17 (ex Via Zeppi).

 

Informazioni e iscrizioni

Informazioni possono essere richieste a:

 

Dott.ssa Tiziana Maiorano

Segreteria dei Corsi di Perfezionamento in Psicologia,

c/o Dipartimento di Psicologia e del Territorio - Via Ubaldini, 17 (ex Via Zeppi) - Urbino:

Tel. 0722.329690 giovedì e venerdì (10.00 – 17.00)

Cell. 388.3466067 dal lunedì al venerdì (10.00 – 17.00)

 

Le linee telefoniche sono attive dal 10 settembre 2009 al 09 gennaio 2010; per contatti successivi rivolgersi a:

Mail: perfezionamenti.psicologia@uniurb.it

Ufficio Alta Formazione: altaformazione@uniurb.it

 

Qualora le richieste pervenute non superino il numero massimo di partecipanti al corso i candidati saranno informati sulla loro ammissione diretta e potranno regolarizzare l’iscrizione con la modalità indicata sul modulo d’iscrizione entro il 09 Gennaio 2010.

In caso di rinuncia all’iscrizione (si prega di darne comunicazione) i posti liberi saranno assegnati ai primi esclusi in graduatoria che avranno inoltrato richiesta di ammissione successivamente al 05.12.2009, e fino ad esaurimento dei posti.

I moduli di ammissione e di iscrizione possono essere scaricati dal Sito Internet: www.uniurb.it nella sezione studenti/alta formazione e formazione continua/Iscrizioni e Modulistica,   corredati dalla documentazione indicata nel bando.

 

La tassa annuale di iscrizione all’intero Corso è di 750 (comprensiva di marche da bollo per domanda d’iscrizione ed attestato).

I candidati dovranno inviare la domanda di ADESIONE esclusivamente a: Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”

Segreteria Corsi di Perfezionamento in Psicologia

c/o Dipartimento di Psicologia e del Territorio - Via Ubaldini, 17 - 61029 Urbino

entro il 05 dicembre 2009 (farà fede il timbro postale).

 

I candidati saranno informati personalmente della loro ammissione al Corso via e-mail. Solamente dopo l’avvenuta comunicazione sull’ammissione al corso gli stessi dovranno inviare la domanda di ISCRIZIONE a partire dal 14/12/09 al 09/01/10 a:

Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”

Ufficio Alta Formazione

Via Saffi, 1 - 61029 Urbino

 

Gli ammessi al Corso dovranno regolarizzare l’iscrizione secondo la seguente modalità:

1a rata di 450 da versare entro il 09 gennaio 2010;

2a rata di 300 da versare entro il 03 aprile 2010.

Il versamento dovrà essere effettuato presso gli sportelli della Banca delle Marche o tramite bonifico bancario, presso qualsiasi istituto di credito, intestato a: Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” utilizzando:

·       Coordinate bancarie

IBAN: IT91 H060 5568 7000 0000 0013607

·       Codice di causale di versamento

Codice: 4044 Borderland: trauma e emozioni borderline

·       Cognome del partecipante

 
 

Padri e Figlie 

 Incroci tra psicoanalisi e letteratura

   Tre incontri in gennaio, febbraio e marzo 2010

 

 

 

Sabato 30 gennaio 2010 ore 10.00

Padre e figlia: un rapporto difficile da Boccaccio a Roth

 

Introduce:

                        Dott.ssa Giovanna Ambrosio

psicoanalista ordinaria A.I.Psi.

                             Prof.ssa Maria Serena Sapegno

                            Docente di Letteratura Italiana e Studi di Genere- la Sapienza- Roma

 

Sabato 27 febbraio 2010 ore 10.00

I molti volti di Elettra (da Eschilo a Hoffmansthal)

 

Introduce:

Dott.ssa Simona Argentieri

psicoanalista didatta A.I.Psi.

Prof.ssa Monica Toraldo di Francia

Docente Lettere e Filosofia- Università di Firenze

 

Sabato 20 marzo 2010 ore 10.00

Sybille Lacan, un pere. Il nome del padre, la voce della figlia

 

Introduce:

Prof.ssa Graziella Magherini

                       psicoanalista didatta - A.I.Psi.

Prof.ssa Sandra Teroni

Docente di Lingua e letteratura francese- Università di Cagliari

 

 

Presenta le giornate il Dott. Matteo De Simone_coordinatore commissione cultura A.I.Psi.

 

 

 

                            Posti limitati, si prega di prenotare

Quota di iscrizione per giornata: 25 € (studenti 7 €)

Eventi accreditati ECM

 

 
 
   
   
   
   

 

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