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FAQ

Questa sezione raccoglie le risposte ad alcune delle domande ricorrenti sui Nutchip. Anche voi potete porre le vostre domande scrivendo a info@nutchip.com


Domande sul Robot

Per le domande sul Robot consultate la FAQ-Robot


Posso usare un piccolo alimentatore "da muro" per fare funzionare il NUTCHIP?

Sì, ma bisogna aggiungere un integrato stabilizzatore a 5V (vedi figura). Infatti la maggior parte di questi piccoli alimentatori non ha un'uscita abbastanza stabile. Collegate l'alimentatore nei punti A e B: verificate con un voltmetro che la tensione fra A e B sia compresa fra 8 e 15 volt.

NOTA:
se vi viene proposto un "equivalente" al posto di un "vero" 7805, aggiungete un condensatore elettrolitico da 100uF/16 volt fra Vout (polo positivo del condensatore) e GND.

Che differenza c'è fra un Nutchip e un Basic Stamp*?

Un'enorme differenza. I Basic Stamp sono veri microprocessori che funzionano con un linguaggio di programmazione completo ma piuttosto complesso (usato anche per missioni spaziali). Gli Stamp possono usare i telecomandi, ma bisogna scrivere un intricato programma.
I Nutchip sono molto più semplici, e funzionano con una elementare tabella degli stati. Per ricevere un telecomando basta cliccare sul numero del pulsante, e hanno anche un comparatore analogico per leggere direttamente lo stato ON/OFF di un sensore - come una fotocellula o un sensore di temperatura. I Nutchip insegnano a pensare come un programmatore, e sono la naturale introduzione all'affasciante mondo dell'elettronica digitale.

*Basic Stamp è unmarchio registrato Parallax Inc.

Non riesco a programmare il chip

Assicuratevi sempre di avere l'ultima versione di Nutstation (specialmente se usate Windows 2000 o XP o se la vostra scheda madre ha porte seriali tipo 16650).
Leggete il capitolo "Se qualcosa non funziona: ricerca errori"
Controllate attentamente interfaccia, cavo e collegamenti: un errore molto comune quello di collegare il pin 2 del connettore CN2 al pin 2 del Nutchip (errato) invece che al pin 3 (corretto).
Spesso si tratta di una errata configurazione della porta seriale del PC.
Verificate le 4 combinazioni che seguono, spegnendo e riaccendendo il Nutchip fra una prova e l'altra:

PORTA SERIALE DI NUTSTATION
  
SPINA SERIALE DEL PC
cliccato su COM1
inserito nel 1' connettore
cliccato su COM1
inserito nel 2' connettore
cliccato su COM2
inserito nel 1' connettore
cliccato su COM2
inserito nel 2' connettore


Più raramente accade di imbattersi nei cavi per seriale di tipo "X-MODEM" o "CROSSED" (incrociati), che invertono i piedini 2 e 3 al loro interno: attenzione, questi cavi NON vanno bene.

Non riesco a programmare il chip, ma il Commander funziona

Il telecomando virtuale (Nutchip Commander) ed il software per programmare il Nutchip (Nutstation) si configurano separatamente. Impostate Nutstation sulla medesima porta seriale utilizzata dal setup del Commander.

Non riesco a far funzionare i minuti e le ore

Si tratta di un difetto hardware del lotto numero 0210 (leggibile sull'etichetta del chip). Gli altri lotti non presentano questo problema.
Per tempi fino a 15 minuti utilizzate la portata dei secondi (15 minuti = 900 secondi). Tempi un pò più lunghi si ottengono inserendo 2-3 passi da 15 minuti. Se il vostro progetto richiede tempi ancora più lunghi contattate il rivenditore per la sostituzione del chip.

Regolare la luminosità di una lampadina

Spegnete e accendete velocissimamente la lampada, pilotata come in "lampade a bassa tensione" in corrente continua. L'esempio qui a lato accende la lampada per 15 millesimi di secondo e la spegne per 5 millesimi. L'occhio vede un 75% di luminosità, calcolato con la formula:

% luminosita = 100*acceso / (acceso+spento) = 100*15 / (15+5) = 75%

Per evitare di rendere visibile il jitter, scegliete sempre dei tempi maggiori di 5 mS. E' questo il motivo che impedisce al Nutchip di regolare la luminosità delle lampade in corrente alternata, che richiedono un jitter di circa 100 milionesimi di secondo.

  

Esistono moduli trasmittenti a infrarossi?

No, i telecomandi usano tutti uno o due LED infrarossi, pilotati da un integrato apposito (o un microcontrollore come il PIC), tramite un transistor. Considerato anche il costo dei pulsanti, della scatola di plastica, del portabatterie ecc., la soluzione migliore è acquistare un telecomando già fatto come il Visa Simplex ®.
Nota: chi volesse realizzare comunque un teledcomando ad infrarossi, può usare un PIC programmato con il nostro programma picrmt.hex.

Sigla esatta del componente

Precisamente: NUT-01-AK per telecomandi Visa Simplex, NUT-01-DEA per telecomandi DeAgostini (o Visa Simplex in modalità Sony). Entrambi i modelli funzionano anche con telecomandi a radiofrequenza.

Telecomando virtuale + telecomando reale: possibile?

Si, perchè il telecomando virtuale Nutchip Commander funziona con la porta seriale, mentre quello reale agisce sull'ingresso REMOTE del chip. Quindi si possono usare anche contemporaneamente: per esempio, potete usare sia il PC che il telecomando via radio per accendere le luci del vostro studio.

      

Il mio PC è un portatile e non ha la seriale

Dovete procurarvi un convertitore USB-seriale (nei negozi di informatica), che vi verrà fornito assieme a un CD coi driver. Alcuni di questi driver installano una porta seriale COM5 o COM6, supportata dalla versione più recente di Nutstation.
Ci sono molti driver divresi sul mercato, e non ci è possibile supportarli tutti: perciò vi consigliamo di chiedere al negoziante di provare l'interfaccia prima di acquistarla.

Dove acquistare

Si acquista solo in Internet, vedi distributori autorizzati.

Simboli +5V, Vcc, Vdd, Vss, GND,,

Per rendere gli schemi più chiari, i fili delle alimentazioni positiva e negativa non si disegnano per intero. Il simbolo rappresenta un "aggancio" alla linea positiva o negativa dell'alimentatore: i simboli uguali vanno collegati fra di loro con un filo. Ecco come collegarli all'alimentatore:

ALIMENTATORE
STABILIZZATO
A 5 VOLT

ROSSO+

 

NERO -

+5V,
 
0V, GND,

Usate sempre un filo ROSSO per il polo positivo, e NERO per il polo negativo. Questo filo è spesso chiamato "massa" (in inglese "ground"), da cui l'abbreviazione GND.
Alcune case di integrati indicano il polo positivo con Vcc o Vdd, ed il polo negativo con Vee o Vss. Non sempre però questi integrati funzionano a 5 volt, per cui occhio!

Alternative per ricevitori a raggi infrarossi

Il modulo TSOP1836 è quello che dà i milgiori risultati, ma se non lo trovate potete ripiegare sullo IS1U60 (Sharp), SFH506 (Sharp), TSOP1736 (Telefunken). La frequenza del modulo deve essere di 36kHz per il NUT01-AK, e di 38kHz per il NUT01-DEA. Un modulo da 38 o 40 kHz funzionerà ugualmente sul NUT01-AK, ma con una portata piuttosto ridotta!

Sostituire il 7805 con un LM2940

Sì, ma bisogna aggiungere un condensatore elettrolitico da 10 uF/16V fra il piedino Vout ed il negativo. Il negativo del condensatore va collegato al negativo dell'integrato. Il 2940 è meno stabile del 7805 e senza tale condensatore potrebbe autooscillare. A volte capita che negli schemi questo condensatore sia aggiunto comunque, in modo da potere usare uno qualsiasi dei due integrati.

Alimentare il Nutchip dalla seriale

Il Nutchip necessita di 5 volt stabilizzati per l'alimentazione. L'assorbimento di corrente esiguo, e la seriale teoricamente può bastare. In pratica dipende dalla scheda madre del computer e richiede uno speciale stabilizzatore a basso consumo e bassa caduta (come l'ntegrato LM2926-5 della National). Consigliamo di partire con un idoneo alimentatore (a pile o rete), provando ad eliminarlo in un secondo tempo e vedere su tutto funziona ancora.

Che differenza c'è fra un Nutchip e un PIC?

Un'enorme differenza. I PIC sono veri microprocessori che dispongono di un set di istruzioni completo e totalmente flessibile. Anche i PIC sono macchine a stati, ma con un livello di complessità superiore che li rende adatti agli scopi più impegnativi. I PIC si trovano in una enorme quantità di prodotti, dalle automobili ai satelliti, e si programmano in linguaggio assembler o in linguaggi come il C, Pascal e Basic. Chi è in grado di affrontare da subito questi linguaggi non ha certo bisogno dei Nutchip.
I Nutchip sono molto più semplici, e funzionano con una elementare tabella degli stati. Per ricevere un telecomando basta cliccare sul numero del pulsante, e hanno anche un comparatore analogico per leggere direttamente lo stato ON/OFF di un sensore - come una fotocellula o un sensore di temperatura. I Nutchip insegnano a pensare come un programmatore, e sono la naturale introduzione all'affasciante mondo dell'elettronica digitale.

Il mio telecomando TV è compatibile?

Occorre disporre di di un telecomando universale come l'economico Visa Simplex. Lo si regola sui televisori del "Gruppo Philips" seguendo le indicazioni del fabbricante; se il televisore funziona con il telecomando regolato in questo modo, quasi certo che la codifica compatibile Nutchip.
Se invece il televisore funziona regolando il telecomando universale su "Gruppo Sony" allora si tratta probabilmente di un apparecchio compatibile con l Nutchip DEA. Purtroppo la certezza al 100% la si ha solo con una prova pratica sul Nutchip.

Associare un tasto del telecomando al Nutchip

Le associazioni dei tasti sono preimpostate per il telecomando Visa Simplex; per associare un altro tasto, se non se ne conosce a priori il codice, bisogna costruire un prototipo. Si collega il prototipo al PC (con l'apposita interfaccia) e si fa partire Nutstation. Si clicca sulla casellina "telecomando", poi su "telecomando personalizzato", poi sul tasto che si vuole associare. A questo punto si usa l'autoapprendimento: si preme il pulsante sul telecomando in modo che il prototipo lo possa ricevere, poi si clicca sulla casella "Apprendi" della finestra appena descritta.