aprile 1939
Rovine, non pių vive di canti, di danze, di preci, d'incensi ai piedi dei propizi numi,
eppure eterne. Tutto trascorso č nel mondo: la gloria di capitani insigni, di Empedocle e Terone;
perfino gli dei sono svaniti per sempre. Soltanto l'opera eretta a gara con Dio resta sė, rotta
e frantumata, ma tuttora in cospetto del mare, baciata dalla luce, carezzata dal vento.
a destra: il Poeta declama la lirica davanti al Tempio della Concordia.