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IL
GLADIATORE

Regia:
Ridley Scott
Con: Russell Crowe, Joaquin Phoenix, Djimon Hounsou, Connie
Nielsen, Richard Harris, Oliver Reed
Distribuzione: UIP
Durata 155'
La
Roma imperiale è scossa. Siamo nel 180 d.C.. Il più grande e glorioso dei suoi
Imperatori, Marco Aurelio (Richard Harris) fiero comandante e acuto stratega, è
morto. Lasciando le sorti dell’Impero a suo figlio, Commodo (Joaquin Phoenix).
Un giovane per nulla simile al famoso genitore. L’uno, Imperatore illuminato,
filosofo avanguardista e accorto regnante. L’altro, presuntuoso, crudele e
spietato, mosso esclusivamente dalla sete di potere e da un vergognoso cinismo.
La violenza è alla base della conquista. Il sangue e la sofferenza degli
schiavi eccitano Commodo, che si esalta per l’effetto pedagogico che il dolore
ha sul popolo. Una spirale che lo porta spesso nelle arene. Dove i migliori
lottatori vengono costretti a sfidarsi a sangue, per il suo piacimento. Il tutto
fra le grida e gli incitamenti delle masse sugli spalti. Un potere che Commodo
ha rubato al padre, uccidendolo a tradimento. Un parricidio perché
l’Imperatore gli ha dato dell’inetto: uno sgarbo che non poteva sopportare.
E adesso, solo al potere, inebriato di se stesso, passa il suo tempo a veder
soffrire gli altri. Uccisi in combattimento o sbranati da fiere affamate. Tra i
migliori gladiatori, possente nel fisico e dotato di una mente geniale, c’è
Maximus (Russell Crowe). Un uomo che detesta l’Imperatore come tanti suoi
compagni di sorte. Un eroico atleta che nasconde un segreto. Non è uno schiavo
qualunque ma un ex generale romano, apprezzato comandante delle legioni, che
tanto ha dato all’Impero con le sue conquiste. Il generale preferito da Marco
Aurelio, che ne stimava le doti tattiche e l’intelligenza bellica. Ma per una
sporca, ignobile vendetta, viene reso schiavo. Incarcerato per gelosia proprio
da Commodo. Un umiliazione che lo rende invincibile e gli permette di ideare una
sottile vendetta. Maximus non combatte solamente per vincere. Ha un piano
preciso che intende realizzare al momento opportuno. Sopravvivere nelle arene,
diventare il migliore di tutti i gladiatori e poi vendicarsi di Commodo. Per
avere ucciso il suo Imperatore e per aver messo Roma in ginocchio.
RUSSELL
CROWE
Il protagonista, Russell Crowe, nominato all’Oscar di recente per
‘Insider’, per questo ruolo è dimagrito di ben quindici chili e, per cinque
mesi, ha preso lezioni di kick boxing e si è allenato a tirare di spada.
RIDLEY
SCOTT
Regista ‘culto’ di autentici capolavori, veri
e propri prototipi di successivi filoni cinematografici, Ridley Scott, in una
affollata conferenza stampa romana, attorniato dai suoi interpreti - Russell
Crowe, Joaquin Phenix, e Connie Nielsen - racconta la sua scelta di rileggere la
storia romana, spiegando che più che ai colossal del peplum il film si avvicina
a “Ogni maledetta domenica” di Stone.
Per un regista che si
perde (De Palma), uno che si ritrova (Ridley Scott). Anno 180 d.c., la lotta per
la successione all'imperatore Marco Aurelio si è aperta. Ne beneficerà Commodo
(Joaquin Phoenix) parricida e incestuoso. A farne le spese sarà
"l'ispanico" Maximus (Russell Crowe), generale romano pluridecorato.
Scampato alla morte, fatto schiavo, divenuto gladiatore, si prenderà la sua
bella rivincita (a caro prezzo però). Fotografo splendidamente, in blu (la
battaglia) in giallo (la prigionia in Africa) ed in bianco (la Roma imperiale),
"Il Gladiatore" contiene più di una sequenza memorabile: la battaglia
nelle brumose foreste germaniche (girata in England), ma soprattutto l'ascesa di
Commodo e Maximus, grazie ad una pedana mobile, dai sotterranei del Colosseo
(ricostruito con largo uso di computer grafica a Malta) all'arena per lo scontro
finale. Un ascesa sotto un tripudio di petali di rose che fanno de "Il
Gladiatore" l' "American Beauty" di un impero. Da non mancare per
nessun motivo.
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